No del Tar a Ghezzi, il ballottaggio si fa
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Il Tar di Milano boccia la richiesta di sospensiva del ballottaggio presentata dal candidato Pd, Pier Ezio Ghezzi: domenica, dunque, i vogheresi torneranno alle urne per scegliere il sindaco tra il primo cittadino uscente, Carlo Barbieri (sostenuto da Forza Italia, Udc, Ncd, 4 liste civiche) e il suo predecessore Aurelio Torriani (appoggiato da Lega, Fratelli d'Italia, 2 civiche). Ma l'esito del voto resterà comunque sotto lo scacco del ricorso al tribunale amministrativo da parte dello stesso Ghezzi, che proseguirà per via ordinaria: l'ingegnere, escluso dalla contesa del 14 giugno per uno scarto di soli tre voti da Torriani, chiede il riconteggio delle schede, per la differenza rilevata anche dall'ufficio elettorale centrale durante il ricontrollo successivo allo scrutinio del primo turno, tra i dati riportati dai verbali di due seggi e quelli risultanti dalle somme delle singole tabelle, che gli assegnerebbero 19 voti in più. Tempistica incerta, Ghezzi sulla sua pagina facebook indica in settembre la data presumibile del riconteggio, ma il verdetto di merito dei giudici potrebbe passare anche attraverso il secondo grado del Consiglio di Stato. Attesa per la tarda mattinata di oggi, la decisione del presidente del Tar, Adriano Leo, è stata depositata ieri. Il decreto spiega che «al riscontro di errori nella disamina di schede votate presso sezioni elettorali può addivenirsi unicamente a seguito di ricorso elettorale proponibile avverso il verbale di proclamazione degli eletti che chiude il procedimento elettorale». In sostanza, la richiesta di sospensiva con la formula dell'inaudita altera parte è stata ritenuta non ricevibile, con la macchina del ballottaggio ormai in moto; il risultato potrà essere messo in discussione solo per via ordinaria, dopo la proclamazione del sindaco e dei consiglieri eletti. Già la prossima settimana, Ghezzi darà mandato ai suoi legali (l'avvocato Pasquale Cerbo e il professor Martino Colucci) di proseguire la battaglia legale. Il candidato Pd ha accolto con comprensibile delusione e amarezza il verdetto del tribunale, a cui era aggrappata l'ultima speranza di un ribaltone e di un pronunciamento che fermasse clamorosamente il ballottaggio, anche se lui per primo aveva sempre parlato di «margini molti stretti» per l'accoglimento del ricorso d'urgenza. «Speravo di trovare un giudice a Berlino – commenta a caldo, con una battuta – non è stato così, ma questo non significa assolutamente che smobilitiamo o ci arrendiamo». Stasera Ghezzi riunirà le sue truppe - i candidati della lista Pd e della civica - alla sala Soms, per fare il punto della situazione e decidere l'orientamento in vista del secondo turno. «Tendenzialmente – anticipa Ghezzi – potrei proporre di non disertare il voto lasciando libertà di scelta tra i due sfidanti». Ma l'indicazione definitiva uscirà dal confronto con la base: appare altamente improbabile una scelta esplicita di campo tra Barbieri e Torriani, anche se si moltiplicano i messaggi e gli inviti da una parte a sostenere i moderati (con Barbieri) respoingendo quella che viene considerata una «deriva di destra» e dall'altra (con Torriani) a spezzare le vecchie logiche di potere e di interessi, aprendo una nuova fase politica a Voghera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA