Pilota accusato di truffa, c'è il sequestro

Sono 36 gli indagati nell'inchiesta per truffa della procura di Roma, ma i magistrati stanno esaminando in questi giorni un altro centinaio di posizioni, tutti comandanti e vice comandanti usciti dalle compagnie italiane attorno al 2008. I professionisti, secondo l'accusa, avrebbero percepito le indennità dell'Inps come cassintegrati mentre lavoravano per compagnie straniere. Terminata questa prima fase dell'inchiesta, la Finanza passerà al setaccio le posizioni di steward ed hostess. Perché anche in questo settore, è la convinzione di chi indaga, è probabile che siano state commesse irregolarità. di Maria Fiore wPAVIA Oltre 350mila euro di indennità percepite dall'Inps, come cassintegrato, mentre lavorava per una compagnia straniera. Ora per Vincenzo F., il pilota di 49 anni di Pavia coinvolto insieme ad altri 35 colleghi nell'indagine per una truffa da 7,5 milioni di euro ai danni dello Stato, è scattato il sequestro. Il sostituto procuratore Roberto Valli, titolare delle indagini, ha chiesto e ottenuto il congelamento di una parte della cifra contestata: sul conto corrente bancario del professionista sono stati sequestrati 135mila euro a titolo preventivo. Questo significa che i soldi vengono messi al riparo per l'eventuale confisca nel caso in cui dovessero essere accertate responsabilità in capo all'indagato. La procura guidata da Gustavo Cioppa ha disposto il provvedimento d'urgenza, che è stato eseguito non appena è stata accertata la disponibilità del denaro sul conto corrente. Alla base della decisione, che a questo punto deve essere convalidata dal gip, ci sono le contestazioni che erano state formulate all'inizio dalla procura di Roma e in seguito dalla procura di Pavia, che ha ricevuto il fascicolo per competenza territoriale. Il professionista, pilota di Airbus, come gli altri 35 colleghi (ma l'indagine è ancora in corso e riguarda altre posizioni), è stato denunciato per le accuse di truffa e di indebita percezione di erogazioni statali. I piloti, tutti italiani e tutti con esperienze di volo sugli aerei di linea, dipendenti di compagnie italiane, erano stati messi in cassa integrazione e in mobilità e per questo percepivano un'indennità dall'Istituto di previdenza sociale, che poteva arrivare fino ad 11 mila euro al mese. Gli stessi piloti, però, disoccupati in Italia, secondo l'accusa lavoravano per compagnie estere. Per continuare a usufruire degli ammortizzatori sociali, dal 2009, secondo la finanza, avevano "dimenticato" di comunicare il nuovo lavoro all'Inps oppure avevano presentato false dichiarazioni in cui sostenevano di non avere altri rapporti di lavoro. Al pilota pavese, che è originario di Napoli ma abita da anni in provincia di Pavia, viene contestato di avere percepito indennità per quasi 7mila euro al mese dall'agosto 2009 fino a novembre 2014. In questo periodo il pilota, dipendente della compagnia italiana MyAir.com con sede a Vicenza, dichiarata fallita nel 2010, era in cassa integrazione. Ma, secondo l'accusa, in questo stesso lasso di tempo il pilota avrebbe lavorato per la compagnia area di bandiera Royal Jordanian e da questa sarebbe stato regolarmente pagato, con uno stipendio adeguato alla sua esperienza e alle sue abilitazioni. La Finanza ha accertato che gli stipendi mensili lordi dei piloti, percepiti in maniera non regolare, oscillavano tra i 13mila e i 15mila euro. Sulla vicenda indaga anche la Corte dei conti.