«Terremoto, gli esperti non rassicurarono»

PAVIA «Non c'è stata nessuna falsa rassicurazione, perché i sei scienziati non avevano la responsabilità della comunicazione», che spettava invece «alla Protezione civile nazionale». Inoltre, la riunione della Commissione grandi rischi del 31 marzo 2009, cinque giorni prima della scossa che devastò l'Aquila, su cui era stata fondata la prima condanna a sei anni, «non era valida per le modalità della convocazione e anche perché mancava il numero legale», con solo quattro componenti dei dieci presenti. Sono i passaggi più salienti delle motivazioni della sentenza di secondo grado, depositate pochi giorni fa, con cui i giudici abruzzesi hanno assolto sei dei sette esperti della Commissione dall'accusa di omicidio colposo plurimo e condannato a due anni il solo Bernardo De Bernardinis, allora vice capo della Protezione Civile, in qualità di responsabile della comunicazione e quindi di aver inviato messaggi rassicuranti alla popolazione aquilana. L'assoluzione riguarda anche Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre a Pavia e uno dei componenti della Commissione, che era peraltro presente alla famosa riunione di fine marzo. Calvi, che non ha partecipato alle udienze del processo (era difeso dagli avvocati Alessandra Stefano e Enzo Musco), come gli altri cinque colleghi era stato condannato in primo grado a sei anni di carcere. Un verdetto che era stato percepito come un attacco alla scienza e poi ribaltato dai giudici di appello. La riunione del 31 marzo, dicono i giudici, «va ricondotta al paradigma delle ricognizioni, verifiche e indagini che in ogni momento il capo della Protezione Civile può richiedere ai componenti della commissione Grandi Rischi». Alla riunione, peraltro, non tutti i componenti erano presenti. La Corte di Appello sottolinea che c'erano Barberi, Boschi, Calvi ed Eva e che De Bernardinis «partecipò come vicecapo del Dpc in sostituzione di Bertolaso che aveva indetto la riunione», e in tale veste «rappresentava la massima autorità di Protezione Civile interessata alla consulenza degli esperti di rischio sismico», ma lo stesso De Bernardinis era «funzionalmente estraneo alla Cgr ed infatti si limitò ad introdurre temi della riunione, senza operare valutazioni di sorta e poi a presiedere la conferenza stampa». (m. fio.)