Posti a rischio alla Multiservizi, è polemica
di Claudio Malvicini wVIGEVANO L'avvocato della Multiservizi è stato chiaro: i contratti a tempo indeterminato sono illegittimi. E il giudice del lavoro potrebbe condividere la sua opinione, quando dovrà pronunciarsi sulla regolarità dei contratti di quattro farmaciste e tre amministrativi. «Le assunzioni – ha detto Guido Broich, presidente della Multiservizi – erano avvenute con contratti a termine, diventati poi a tempo indeterminato senza concorso: il nodo è quello». Una volta licenziati, la società dovrebbe assumere i nuovi addetti a tempo indeterminato attraverso un concorso pubblico. «Secondo il legale della Cgil – dice il sindacalista Sante Marangon – trovare un accordo è anche nell'interesse dell'azienda, che altrimenti potrebbe essere costretta a rimborsarli. Se i contratti venissero annullati, infatti, la Corte dei Conti potrebbe chiedere la restituzione degli stipendi ai lavoratori, i quali potrebbero poi fare causa all'azienda. Lo stesso problema potrebbe esserci anche per tre o quattro lavoratori del De Rodolfi assunti dopo la sentenza del Consiglio di Stato che obbliga le aziende partecipate a stipulare contratti a tempo indeterminato solo con chi ha vinto un concorso». «La Multiservizi ha avuto dubbi sulla regolarità dei contratti solo quando si è ritrovata con sette lavoratori per una sola farmacia, cioè dopo aver venduto le altre due – dice Carlo Alberto Motta, consigliere comunale del Pd –. La verità è che la Multiservizi ha navigato a lungo senza controllo, tanto da accumulare 500mila euro di debiti, e ora sta cercando di sistemare i problemi sulla pelle dei lavoratori». Duro anche Giampietro Pacinotti: «Se vogliono svuotare l'ultima farmacia comunale per venderla più facilmente compiono un'azione eticamente criticabile, soprattutto perché decisa da un ente pubblico – dice il capogruppo di Forza Italia –. Spero che ricollochino quelle sette persone invece di licenziarle. Faccio notare che la giunta Sala non ha avuto lo stesso rigore economico di Broich di fronte a tutti gli altri errori di gestione della Lega, come ad esempio la società di cartolarizzazione».