Juventus in festa, rossoneri in trincea

TORINO Con il Milan così giù in classifica, Juve-Milan di domani sera a Torino non ha il fascino d'altri tempi, se non forse per Allegri: per lui è appena passato un anno dall'esonero rossonero. La vittoria dell'andata non ha forse saziato la sua voglia di rivalsa, anche se in tutte le occasioni di amarcord ha sempre sottolineato che gli anni al Milan «sono stati bellissimi». In più, la Juventus non può che vincere perché la Roma è sì indietro, ma ancora in scia. La squadra ieri si è allenata sotto la neve, sul campo di Vinovo appena liberato, e c'è stata la festa per il compleanno - 31 primavere - di Carlos Tevez, capocannoniere del campionato alla caccia di altri gol. Un'atmosfera soft per la capolista, ma proprio per evitare il rischio di un approccio altrettanto morbido alla gara il nuovo arrivato Stefano Sturaro si è premurato di dire che anche questo Juve-Milan «sarà una partita tosta, perché ci sono grandi giocatori, da una parte e dall'altra». Matri, poi, si sta preparando per un rientro alla grande. Al confronto dei problemi di Inzaghi - non solo di classifica - i grattacapi di Allegri sono poca cosa. Tra i rossoneri le defezioni sono 10, i bianconeri dovranno a fare a meno dello squalificato Lichtsteiner e forse di uno tra Evra e Caceres, mentre risalgono le probabilità di un ritorno di Vidal, assente a Udine per l'infortunio al ginocchio. Silvio Berlusconi dal canto suo vuole un Milan sempre più italiano, e nell'immediato più stabile. Con questa idea è stata siglata, senza cercare di nasconderla, una sorta di pace, o quanto meno una tregua al vertice (tre ore di riunione ieri tra Barbara Berlusconi e Galliani), nel momento in cui la proprietà prova a concretizzare l'idea dello stadio e la squadra tenta di uscire da una crisi che ha messo a rischio la panchina di Filippo Inzaghi.Presentati gli ultimi acquisti di una campagna invernale che ha portato a Milanello 5 giocatori che sono o sperano di entrare nel giro della Nazionale: Cerci, Destro, Bocchetti, Antonelli e l'oriundo Paletta, con cui ora sono 18 su 31 gli italiani in rosa. Non un caso.