«Il vice sindaco Vai si autosospenda»

Il gup di Milano nel novembre scorso ha accolto le richieste di patteggiamento avanzate da 6 imputati, e già concordate con i pm, nell'ambito dell'inchiesta sulla 'Cupola degli appalti'. Tra queste, la pena a 3 anni e 4 mesi per l'ex Dc Gianstefano Frigerio, e a 3 anni, oltre a un risarcimento di 10 mila euro, per l'ex Pci Primo Greganti. Secondo gli investigatori la cupola prometteva avanzamenti di carriera e protezioni politiche ai manager e incontrava direttori di aziende ospedaliere. Nella sentenza si fa il nome di Vai. di Giovanni Scarpa wCASORATE Autosospensione dall'incarico di vice sindaco fino a quando la sua posizione giudiziaria non sarà chiarita. A chiederlo, in una lettera, sono i capigruppo delle due liste di opposizione, Luigi Cosentini e Giuseppe Artemagni, dopo aver letto il nome di Enrico Vai nella sentenza del gip di Milano che condanna la "cupola" che avrebbe gestito gli appalti di Expo 2015. Nel provvedimento che condanna fra gli altri, Gianstefano Frigerio, Primo Greganti e Enrico Maltauro, il vice sindaco viene citato in quanto «direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera San Carlo di Milano». «La sentenza evidenzia come Enrico Vai, in concorso con altri, sia coinvolto in un procedimento per il reato di turbativa della libertà degli incanti – scrivono in una lettera i capigruppo dell'opposizione –. Alcuni degli imputati hanno patteggiato la pena mentre per altri, come si legge nel testo del provvedimento, il procedimento proseguirà separatamente». «Il dispositivo è un dato di fatto che prescinde da ogni presunzione di colpevolezza o giudizio sul vice sindaco – sottolineano i consiglieri – all'epoca dei fatti direttore amministrativo dell'ospedale San Carlo. Il reato contestato riguarda il concorso di turbativa della libertà degli incanti, fattispecie che si può verificare nell'adempimento di funzioni pubbliche. Ci chiediamo, dunque, se è opportuno dal punto di vista etico-comportamentale che l'incarico di vice sindaco e assessore al Bilancio sia riposto in una persona soggetta ad indagine per un reato connesso a ruolo pubblico. Non vogliamo anticipare giudizi proprio in ossequio al principio di presunzione di non colpevolezza fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Tuttavia riteniamo semplicemente di ribadire che l'esercizio di un mandato pubblico debba evitare situazioni che possano nuocere anche solo al'immagine dell'amministrazione comunale. Di cui noi, come minoranza, facciamo parte e per la quale pretendiamo la dovuta dignità e trasparenza». «Chiediamo, in prima istanza, di avere notizie dal diretto interessato – sottolineano Cosentini e Artemagni nella lettera – vale a dire informare tutti gli amministratori se nel contempo sia completamente uscito dall'indagine. In caso diverso, facendo leva sul senso di responsabilità di Enrico Vai, auspichiamo che si sospenda dagli incarichi di vice sindaco e assessore al Bilancio e questo temporaneamente, sino a quando ogni aspetto personale sia per lui positivamente risolto». Il vice sindaco, però, per ora non ci pensa. «Si tratta comunque di una cosa vecchia – sottolinea – di cui ho già dato spiegazioni nel corso di un consiglio comunale nel giugno dello scorso anno. Avevo prodotto anche un certificato penale in cui dimostravo di non essere indagato. E, quanto ne so, le cose non sono cambiate. Autosospendermi? Valuterò la possibilità».