Lavoro, si torna a crescere In un mese 100mila posti
ROMA Gli occupati tornano a crescere, a sorpresa e in quantità. In un solo mese, stima dell'Istat, sono stati creati quasi 100mila posti. «Bene. Ma siamo solo all'inizio», commenta il premier, Matteo Renzi. E infatti per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, «i primi mesi del 2015 potranno segnare una svolta». Ma è l'economia nel suo insieme a dare cenni di risveglio, con l'indice anticipatore, messo a punto dall'Istituto di statistica, che «prefigura una ripresa» del Pil già tra gennaio e marzo di quest'anno. Tornando a dicembre, il balzo degli occupati è un dato «positivo» riconoscono all'Istat, certificando anche un forte calo della disoccupazione, con il tasso sceso al 12,9%, «un primo segnale» dopo un escalation che aveva portato l'Italia a livelli mai registrati prima. Giusto a novembre era stato toccato il massimo storico (13,3%). E ancora più decisa è stata la riduzione tra i giovani "under 25": sono bastati trenta giorni per recuperare i danni di un anno, visto che il tasso dei senza lavoro si è riportato alla soglia di fine 2013 (al 42%). E anche se la disoccupazione scende in tutta l'Eurozona (dove il tasso si ferma all'11,4%) è l'Italia a spiccare. Nessun altro Paese ha infatti visto ridursi la disoccupazione così tanto, evidenzia Eurostat. I sindacati restano cauti. Secondo la leader della Cgil, Susanna Camusso, «il calo della disoccupazione è legato a una serie di fattori tra cui anche l'aver peggiorato le condizioni delle partite Iva». In molti avrebbero anticipato la loro apertura tra novembre e dicembre per approfittare delle regole ancora vigenti sui cosiddetti regimi dei "minimi". Regole che la legge di stabilità, da gennaio, manda in soffitta. Anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, mette le mani avanti: «Sono per una visione positiva ma vorrei capire che tipo di assunzioni sono aumentate». Anche perché, pur se si tratta di dati destagionalizzati, dicembre è il mese delle feste natalizie, con tutto quel che ne consegue per l'occupazione. In effetti l'Istat per ora ha diffuso solo stime preliminari. Lo stesso Istituto chiarisce che «non basta» un solo mese, per fare affermazioni definitive. Un invito alla pazienza che sembra essere mancata alle aziende. Gli imprenditori non hanno infatti atteso il materializzarsi degli effetti combinati della manovra, con gli sconti sui nuovi contratti, e del jobs act. Le assunzioni sono infatti già partite, visto che l'Istat rileva, precisamente, 109mila occupati in più rispetto all'anno precedente e 93 mila nuovi posti in più rispetto al mese precedente.