Psr, un'incognita Mistero sui bandi
MORTARA Le aziende agricole non sanno ancora come potranno attingere alle risorse del nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020. I primi bandi per l'assegnazione dei finanziamenti saranno emessi solamente intorno a giugno, con un ritardo di più di un anno considerato che il settennato del precedente Psr è scaduto nel 2013. Se n'è parlato ieri mattina alla Borsa merci di piazza Trieste, settimanale luogo di incontro per il mondo agricolo e per i risicoltori della Lomellina. Alessandro Pezzotta, funzionario della direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia che ha lavorato in prima persona al Psr 2014-2020, era affiancato da Giorgio Guardamagna e Luca Sormani, presidente e direttore del Gruppo di azione locale (Gal) Lomellina, e Irene Brustia, presidente della società consortile Sala Contrattazione Merci di Mortara e Lomellina. «Il 18 luglio scorso – ha spiegato Pezzotta – abbiamo inviato a Bruxelles il nuovo Psr, che abbiamo poi sottoposto ad alcune verifiche e rispedito alla Commissione europea il 5 dicembre». E a Bruxelles è dove si trova ancora oggi il documento chiave per l'agricoltura lombarda, e quindi pavese, in attesa del definitivo semaforo verde da parte di Bruxelles. Le province della Lombardia dovrebbero avere a disposizione 1,15 miliardi di euro, 133 milioni in più rispetto al settennato 2007-2013. «E' assurdo che Regione Lombardia, per la definizione dei Piani operativi nazionali, debba aspettare sia le Regioni ritardatarie per l'approvazione del nuovo Programma di sviluppo rurale sia lo Stato», si era lamentato di recente l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni Fava. E ieri gli ha fatto eco Guardamagna, che è anche assessore a Mede. «Sappiamo solo – ha detto – che circa 60 milioni dovranno essere distribuiti fra i vari Piani di sviluppo locale della Lombardia: noi abbiamo già preparato un documento da 8 milioni, circa due in più rispetto al 2007-2013, a tutto vantaggio delle aziende agricole, agroindustriali e forestali, degli enti pubblici e delle piccole e medie imprese della Lomellina. Ma ora siamo tutti in attesa che si aprano i bandi». Per la prima volta dall'istituzione delle Regioni, la Lombardia ha invertito la tendenza alla diminuzione della dote finanziaria assegnata da Bruxelles. Il Psr, in gergo il "secondo pilastro" della Politica agricola comune, ha individuato sei "priorità" e 15 "focus area" che rispondono all'esigenza di una crescita complessiva dell'agricoltura lombarda. E per ora il Gal Lomellina è costretto alla finestra: si tratta di capire quando i suoi 107 soci saranno in grado di stendere progetti con cui partecipare ai nuovi bandi regionali. Il Gal Lomellina è una realtà di primo piano, di cui fanno parte 41 Comuni, la Provincia e la Camera di Commercio di Pavia, Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, l'Ecomuseo del paesaggio lomellino, organizzazioni di categoria dell'artigianato e del commercio, aziende agricole, società di comunicazione e molte altre. «Il nostro Piano di sviluppo locale, parte del più ampio Psr – hanno detto Guardamagna e Sormani – è stato pensato per dare sostegno a un'economia di tipo spiccatamente agricolo». Il Gal Lomellina ha utilizzato l'Approccio LeaderPlus, strategia innovativa nel panorama dei contributi europei all'agricoltura. LeaderPlus è un'iniziativa comunitaria destinata a sostenere le comunità rurali, che si articola intorno a quattro temi dominanti: impiego ottimale delle risorse naturali e culturali, inclusa la valorizzazione dei siti Natura 2000; miglioramento della qualità di vita nelle zone rurali; valorizzazione dei prodotti locali, favorendo in particolare l'accesso ai mercati da parte delle piccole unità di produzione tramite azioni collettive; utilizzazione di nuovo know-how e nuove tecnologie per rendere più concorrenziali i prodotti e i servizi delle aree rurali. Umberto De Agostino