Vincoli rigidi alle moschee «Così non è democrazia»

I Comuni potranno indire referendum, le nuove realizzazioni di culto dovranno avere congruità non solo architettonica, ma anche dimensionale con ilpaesaggio. Viene istituita e nominata con provvedimento di giunta regionale una consulta per il rilascio di parere preventivo e obbligatorio. Infine viene precisato che le nuove disposizioni si applicano non solo alle confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa con lo Stato, ma anche a quelle confessioni religiose che abbiano presenza diffusa a livello territoriale e un significativo insediamento nell'ambito del Comune interessato. Altri requisiti richiesti sono l'installazione esterna di telecamere collegate con la Questura, la presenza di strade di collegamento e opere di urbanizzazione primaria adeguate, la presenza di aree destinate a parcheggio. di Marco Quaglini wPAVIA Da palazzo Mezzabarba arriva un «no comment» sulla legge regionale stringente sulla nasciata delle moschee, mentre per l'egiziano Mohamed Gamal, che ha presentato il progetto di un moschea a Pavia e portavoce di una parte della comunità cittadina, «è una norma mascherata per non permettere la nascita delle moschee». La legge sulle moschee è stata approvata al Pirellone con più vincoli urbanistici nei luoghi di culto. E' scomparsa la clausola anti-Islam, su cui si nutriva forte sospetto d'incostituzionalità, ma torna la possibilità di un referendum nei Comuni interessati come Pavia. Il testo prevede che nascerà una consulta per rilasciare permessi e autorizzazioni, ma soprattutto rimangono i vincoli urbanistici che imporranno telecamere collegate alla Questura e parcheggi. In più i comuni potranno oindire referenudim. La maggioranza di Roberto Maroni si è affidata a una legge urbanistica che renderà quasi impossibile, grazie a vincoli rigidissimi, la costruzione di templi, pagode, sinagoghe e moschee. «E' quasi impossibile fare una moschea anche se con l' architettto Massimo Giuliani cercheremo di applicare le norme. Le telecamere? Non abbiamo nulla da nascondere, quindi siamo disponibili all'auso delle apparecchiature applicate alla questura. Ma è una legge mascherata affinchè non venga fatta una moschea in città. Abbiamo le mani legate. Parleremo con l'architetto e vediamo cosa si può fare. Se non potremo adeguarci alle norme rinunciano alla moschea. E' stato un sogno che sta svanendo poco per volta, se la maggioranza l'ha votato la accettiamo, ma non è una scelta democratica. E' come buttare in mare una persona e dirgli di nuotare. Vediamo se con qualche modifica è applicabile», aggiunge Gamal portavoce di una parte della comunità islamica. «Farò un commento solo quando la analizzerò nel dettaglio», si limita a dire l'assessore Laura Canale dopo che il sindaco Depaoli in un dibattito pubblico aveva dichiarato la sua contrarietà in base a criteri urbanistici e di governo del territorio. «Non ho analizzato ancora il testo, l'articolo otto della costituzione attribuisce il diritto di esercitare tutte le confessioni religiose e impedisce indiscrinazioni. Qualsiasi legislazione che voglia pregiudizialmente colpire una confessione religiosa è incostituzionale. Il fattore religioso non può essere discriminante in rapporto in al primo comma dell'articolo tre tutti cittadini uguali davanti alla legge», commenta Ernesto Bertinelli costituzionalista dell'Università di Pavia. La legge che introduce nuove regole per la pianificazione dei luoghi di culto è composta di soli quattro articoli: nel testo vengono inseriti specifici requisiti e standard di qualità urbana per le aree da destinare a tali realizzazioni e viene introdotta anche la previsione di una adeguata distanza da altri luoghi di culto già esistenti.