Merkel a Firenze, visita blindata tra arte e ribollita

ROMA Angela Merkel arriva a Firenze per incontrare Matteo Renzi. E si fa precedere da poche parole. Ma significative: «Ci sono sforzi di riforme anche in Italia. Finalmente», sottolinea Frau Angela prima di lasciare Davos per mettersi in viaggio verso la culla del rinascimento per l'atteso bilaterale con il premier italiano. Parole che suonano come musica per le orecchie di Renzi, che punta ad "affascinare" la cancelliera con le bellezze della sua città - prendendola anche per la gola con i piatti tipici toscani, dalla pappa al pomodoro alla ribollita - insistendo nel suo pressing per spuntare, dopo l'apertura contenuta nel piano Juncker, sempre più flessibilità in Europa, convincendo Berlino ad allentare la stretta del rigore. Nella due giorni aperta ieri con la cena a Palazzo Vecchio, la passeggiata nel corridoio Vasariano fino agli Uffizi e il faccia a faccia ufficiale di oggi sotto il David di Michelangelo, è scontato che il piatto forte siano le politiche europee, anche in vista del prossimo Consiglio europeo del 12 febbraio. La Merkel arriva a Firenze nel giorno del via libera dell'Eurotower al Quantitative Easing, quel piano di acquisto dei titoli di stato dei paesi di Eurolandia voluto da Mario Draghi che non piace a Berlino e altri paesi del fronte del nord e dell'est Europa. E tiene a puntualizzare: qualunque siano le decisioni della Banca Centrale Europea, di cui ribadisce di «rispettare l'autonomia», «i politici non devono distrarsi dal prendere i passi necessari per assicurare la ripresa». Almeno nell'obiettivo il bersaglio è comune. La cancelliera è arrivata in Italia nell'ambito del suo tour nelle capitali (ha già fatto tappa a Londra) in vista della presidenza tedesca del G7 che inizia a giugno.