La Francia si blinda più uomini e mezzi contro 3mila sospetti

di Maria Rosa Tomasello wROMA La Francia colpita al cuore con le stragi del 7 gennaio risponde alla follia jihadista mettendo in campo un esercito di 122mila persone tra agenti di polizia e militari a cui, nel corso dei prossimi tre anni, si aggiungeranno 2.600 uomini e donne, «uno sforzo senza precedenti» per cui sono stati stanziati 425 milioni di euro. Il premier francese Manuel Valls annuncia la nuova strategia di Parigi contro il terrore quando sono passate poche ore dalle dichiarazioni del presidente Barack Obama ch, durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione, chiede al Congresso di autorizzare l'uso della forza contro lo Stato islamico. «Ci riserviamo di agire anche uniteralmente nel caso di minacce dirette contro di noi e i nostri alleati – annuncia Obama – Annienteremo l'Is». L'allarme francese. Per dare la dimensione della minaccia che pesa sul Paese, Valls spiega che gli investigatori hanno individuato su tutto il territorio tremila individui sospetti, circa 1.300 dei quali legati a reti jihadiste in Siria e in Iraq, un gruppo di persone potenzialmente pericolose che è cresciuto del 130% in un anno. I francesi, o residenti in Francia, sono 1.281. Almeno 393 persone sono andate in Siria per unirsi agli jihadisti, e tra questi 96 sono donne, ora in maggior parte ridotte in stato di schiavitù sessuale. Dei combattenti 190 sono tornati in Francia, e sono considerati dai servizi segreti "bombe potenziali". Novità arrivano intanto sul fronte delle indagini per gli attacchi di due settimane fa: la procura di Parigi ha incriminato quattro persone, sospettate di aver fatto parte del gruppo dei fiancheggiatori di Amedy Coulibaly, il killer del market ebraico. La risposta europea. Le prime decisioni della Ue sull'intelligence per la lotta al terrorismo «le prenderemo al vertice informale del 12 febbraio» annuncia il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, mentre il capo dell'antiterrorismo, Gilles De Kerchove, chiede «una maggiore volontà politica» per «usare meglio i meccanismi Ue, inclusa la rivisitata Strategia per la sicurezza interna (Cosi)», oltre ad accordi con le compagnie Internet. Inoltre, sottolinea in un documento riservato, non è esclusa una proposta «per emendare le regole di Schengen» sulla libera circolazione. Italia, più controlli a frontiere. Oggi il consiglio dei ministri approverà il pacchetto di nuove norme anti-terrorismo. Una nuova circolare della Direzione centrale della polizia dell'immigrazione intanto ha disposto maggiori controlli in entrate e in uscita alle frontiere attraverso «il sistematico accesso» alle banche dati. Per il sindacato di polizia Sap, tuttavia, la disposizione è «l'ennesima presa in giro perché il governo si appresta a chiudere uffici di frontiera marittima di assoluta rilevanza» come Gorizia, Trieste, Pescara e Gioia Tauro. Ieri, intanto, dopo l'audizione del capo del Dipartimento sicurezza, Giampiero Massolo, il Comitato di controllo sui servizi (Copasir), ha chiesto garanzie per gli 007 infiltrati nei gruppi terroristici e un aumento del budget dell'intelligence, oltre a «nuove norme che regolamentino la presenza degli italiani nelle zone ad alto rischio». Espulso un pachistano. Ieri un pakistano di 26 anni, Faqir Ghani, da tempo residente a Civitanova Marche, è stato espulso con un provvedimento del gip di Macerata dopo una segnalazione del ministero dell'Interno. Nella sua pagina Facebook il giovane avrebbe scritto frasi inneggianti alla jihad e condiviso video jihadisti, oltre ad avere presunti collegamenti con siti legati a cellule terroristiche del Pakistan. Ma per il suo legale, Maurizio Nardozza, si tratta di un «giovane pacifico, volontario della Croce Verde, tutto meno che uno jihadista». ©RIPRODUZIONE RISERVATA