Sapori e ricordi abbinati a un buon bicchiere di vino
di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Funzionario dell'Inps in procinto di andare in pensione e sommellier (seppur per hobby), Carlo Aguzzi debutta nella saggistica gastronomica con "Il popolo dei sapori" (edizioni Publicenter, 160 pagg, 18 euro). Non il solito libro di cucina ma, come recita il sottotitolo, "riflessioni, ricordi, curiosità e abbinamenti attraverso un bicchiere di vino... non solo pavese". «Avevo voglia di scrivere di vino e cibo in modo evocativo partendo dalle stagioni che scandiscono la nostra vita – spiega l'autore – Non una guida di vini o un manuale di abbinamento cibo-vino, ma un contributo alla conoscenza dei sapori, dei prodotti tipici e della buona tavola attraverso sensazioni ed esperienze del tutto personali». Ogni stagione ha i suoi tanti piatti e i suoi tanti vini. In primavera funzionerà un connubio come "spaghetti, pollo e rosè", in estate "rane e riesling", in autunno "riso e vino: quale matrimonio", in inverno "cotechino caldo e vini d'Oltrepo"... Abbinamenti e tante, appunto, riflessioni. Nel capitoletto dal titolo "Auguri zuppa pavese!", il piatto la cui origine risalirebbe alla Battaglia di Pavia del 1625, Aguzzi si chiede: «Ma questa zuppa è stata veramente un'invenzione gastronomica o piuttosto letteraria? Difficile a dirsi. Personalmente mi piace propendere per la prima ipotesi ma mi sorgono tantissimi dubbi sugli ingredienti. Consultanto vari libri di ricette gli ingredienti segnalati sarebbero pane a fette, uova, formaggio, brodo. Alcuni accennano anche a pepe macinato e crescione. L'unico dato sicuro sono le uova: in una cascina non mancano mai le galline e, di conseguenza, le uova. Non si è parlato del vino. Personalmente io azzerderei un riesling italico, delicato e fragrante, profumato e leggermente frizzante: il piatto è talmente semplice e povero che non richiede vini di grande struttura». La passione per il vino. si diceva: «Un amore nato per caso, una trentina di anni fa, seguendo una trasmissione con il grande Veronelli – spiega Aguzzi – Noi pavesi siamo avvantaggiati dal fatto che questa è una terra dalle tante eccellenze, a cominciare dai vini dell'Oltrepo. I miei preferiti sono pinot nero, bonarda e riesling, che è un po' trascurato. Un vino che andrebbe rilanciato? Il vecchio rosso d'Oltrepo. I punti di forza dei nostri produttori? La grande qualità, mentre la debolezza sta nell'eccessivo frazionamento che impedisce di fare sistema».