Quirinale, regge il patto del Nazareno
ROMA Regge il patto del Nazareno e nel Pd sul Quirinale si respira un'aria ottimista, tanto che diversi dirigenti cominciano a immaginare di poter eleggere il nuovo capo dello Stato già nelle prime votazioni. Il nome del candidato ancora non c'é anche se si torna a parlare con forza di Giuliano Amato, ma il segnale che l'intesa con il Cavaliere sia più solida che mai arriva dalla bacchettata che il leader di Forza Italia riserva a Renato Brunetta, reo di aver attaccato Matteo Renzi. «Leggo un'ultima agenzia con dichiarazioni dell'onorevole Renato Brunetta che a suo dire io condividerei, è esattamente il contrario, non sono d'accordo sui giudizi espressi da Brunetta e neppure sulla sua abitudine di attaccare personalmente gli avversari politici: chiedo a Brunetta di cambiare atteggiamento», recita la nota dell'ex premier. A far imbufalire Berlusconi una dichiarazione del capogruppo al Gr1 con la quale aveva bollato Matteo Renzi come fannullone perché vuole aspettare il 20 febbraio per i decreti fiscali. Quanto alla scelta di Renzi di procedere, come aveva annunciato, con l'approvazione di Italicum e riforma, Brunetta aveva tagliato corto: «Renzi non è il padrone del Parlamento», Berlusconi è «assolutamente d'accordo». La pubblica smentita di Berlusconi arriva in una giornata segnata dal cauto ottimismo di Pd e Ncd. «In questi quindici giorni il Pd si gioca tutto», avverte Matteo Orfini, il presidente del partito che auspica per la successione a Napolitano una soluzione con la massima condivisione». «La direzione del Pd è stata importante, penso che con questo metodo potremmo fin dalle prime votazioni un ottimo risultato», si spinge a dire il capogruppo del Pd Roberto Speranza. «Per Brunetta il nuovo presidente non deve esser un comunista, per Cuperlo può non essere della "ditta": siamo sulla buona strada», dice Nunzia De Girolamo (Ncd). Il Pd sembra compatto sul Quirinale ma la minoranza non cede sulle riforme. Sarebbero una trentina i parlamentari che senza modifiche non voteranno l'Italicum. Sul fronte del Quirinale è da tenere d'occhio il prossimo incontro tra Berlusconi e Alfano con l'obiettivo di trovare un candidato comune moderato sul quale far convergere i voti nelle prime votazioni. Sempre che Renzi il 28, all'assemblea dei grandi elettori dem, non proponga un nome votabile per Pd, Ncd e Fi.