Le opposizioni alzano il tiro sulle riforme
ROMA Per ora il patto del Nazareno regge ma le opposizioni cercano di scardinarlo. La partita del Quirinale pesa sul percorso parlamentare delle riforme e da ieri il rallentamento è chiaro sia al Senato, dove la legge elettorale sta muovendo i primi passi, sia alla Camera che esamina la revisione Costituzionale. Per quest'ultima la maggioranza vorrebbe vedere il voto finale entro la fine della prossima settimana, un traguardo non sembra facile. La richiesta di un congelamento dei due provvedimenti è partita da Sel e Movimento 5 Stelle ma è perseguito sottotraccia anche dalla minoranza di Fi con l'obiettivo di far traballare il patto del Nazareno. Se durante una capigruppo alla Camera molto tesa l'azzurro Brunetta, non si schiera nella richiesta di congelare il calendario, poi però chiede una serie di sospensioni ai lavori di questa settimana per permettere ai suoi di partecipare alle assemblee in preparazione delle elezioni del nuovo capo dello Stato. Stessa richiesta parte dalla Lega e Sel, e anche la liberazione in Siria delle due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, comunicata in aula dal ministro Boschi, è colta dalle opposizioni per chiedere da subito l'interruzione dell'esame per dare spazio all'informativa del governo con il ministro Gentiloni sulle modalità del sequestro. La maggioranza per ora resiste ma l'aria che tira non è delle migliori. Dentro Fi lo scontro è ormai aperto, nulla trapela dall'incontro tra Berlusconi e il ribelle Fitto ma anche in questo caso il ticket Quirinale-riforme è il campo di battaglia tra le fazioni. Diretto il vicepresidente della Camera, Giachetti, per cui ormai «la linea la dà Fitto». Costretto dagli eventi, iI capogruppo del Pd Speranza deve rilanciare l'avvertimento: «Se Forza Italia pensa di rinviare le riforme per alzare la posta sul presidente della Repubblica si sbaglia di grosso, i due piani sono distinti». Un film non troppo diverso era stato visto al Senato dove però è la minoranza del Pd a spingere per interventi significativi sulla legge elettorale. A fare la spola tra le Camere il ministro Maria Elena Boschi per ricordare che «la legge elettorale è la sfida del cambiamento, sono state accolte molte delle proposte alternative, non possiamo immaginare che continue richieste di modifica siano un modo per bloccarla». (n.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA