Bimbi disabili "abbandonati" da 8 mesi

di Anna Ghezzi wPAVIA Otto mesi senza fisioterapia, senza logopedista o esercizi di psicomotricità. I bambini disabili in carico alla neuropsichiatria infantile di Pavia sono ancora abbandonati a loro stessi: il servizio di riabilitazione dal 16 maggio, giorno in cui l'Azienda ospedaliera ha abbandonato la sede di corso Garibaldi 69, riesce a garantire meno del 10% dell'attività. Per capire: fino all'anno scorso erogava prestazioni a circa 2200 pazienti ogni anno. Ma da 8 mesi è senza sede, con i riabilitatori stipati in un ufficio al terzo piano dell'Asl in viale indipendenza e mezza palestra a disposizione, in coabitazione con il servizio di fisioterapia per adulti dell'Asl stessa. A dicembre il sopralluogo congiunto nella vecchia sede dei tecnici Asl e Comune. Due le versioni, opposte. «Il tecnico del Comune sta valutando se sia possibile rendere agibili i locali al piano terra, ma l'Azienda ospedaliera non ha ancora ricevuto alcun documento che attesti l'agibilità dei locali e risulta che la struttura sia del tutto inagibile. Viste le difficoltà nell'erogazione dei servizi stiamo facendo pressione al Comune per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile», dice la direzione dell'Ao tramite il portavoce. «I locali al pian terreno non sono mai stati inagibili – smentisce l'ufficio tecnico del Comune – tanto che ospitano tutt'ora dei servizi aperti al pubblico. Abbiamo fatto avere all'Azienda ospedaliera una proposta per l'affitto dei locali in questione e sollecitato una risposta che ancora non è arrivata». Lo conferma il sindaco Massimo Depaoli, che a dicembre aveva incontrato uno dei genitori dei bambini che hanno visto sospendere tutte le attività di riabilitazione: «Il pian terreno – spiega – non è mai stato dichiarato inagibile (come a maggio scorso aveva confermato sia l'ufficio tecnico del Comune sia l'allora assessore Luigi Greco, ndr). La nostra offerta di rientrare lì permetterebbe alla Neuropsichiatria di riprendere almeno alcune attività. L'unico ostacolo plausibile, al momento, credo sia quello dell'affitto: loro non hanno mai pagato un affitto al Comune e ci sono debitori per 80mila euro. Noi, d'altro canto non possiamo concedere i locali gratuitamente, altrimenti incorreremmo in una sanzione della Corte dei Conti. Al Comune interessa che riparta questo servizio, per questo mettiamo a disposizione quei locali». Il personale è esasperato. Le famiglie non sanno più a chi rivolgersi. «Chiediamo che i parlamentari e i consiglieri regionali del nostro territorio si interessino e sollevino formalmente questa questione che ormai è tragica dato che c'è un servizio interrotto dal 16 maggio del 2014, un servizio fondamentale per dei bambini che, da maggio, non hanno nessun tipo di assistenza e per le loro famiglie – spiega Carlo Barbieri, segretario Uil – . E chiediamo che l'Asl, che ha il compito di vigilare sull'erogazione dei servizi sanitari sul territorio, svolga il suo compito e sollevi formalmente il problema dell'interruzione del servizio. Tenendo comunque conto che otto mesi di tempo senza riabilitazione per bambini così piccoli significa perdere delle reali occasioni di progredire».