L'Italia si sente nel mirino Obiettivi sensibili blindati
di Maria Rosa Tomasello wROMA Dopo gli attacchi terroristici a Parigi, i governi europei si scoprono esposti su due fronti. Il primo è quello della protezione degli obiettivi sensibili, dalle sedi istituzionali, ai luoghi-simbolo, agli edifici di culto. Il secondo è l'ipotesi di rimodulazione degli accordi di Schengen per rafforzare la sicurezza in tutto il territorio dell'Unione europea, ma senza rinunciare, ha sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, alla libera circolazione, «un prezzo inaccettabile da pagare al terrorismo». Malgrado non esistano al momento segnalazioni specifiche sull'Italia, sottolinea la Farnesina, l'allerta è altissima. Attorno alla Città del Vaticano da giorni, con discrezione, è stata potenziata la vigilanza con agenti in borghese. Dopo la notizia dell'allarme di Mossad e Cia su possibili attentati in Vaticano, rilanciato dalla tv israeliana domenica ma smentito ieri dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano rassicura: «Abbiamo fatto ulteriori verifiche e a noi non risulta», anche se, sottolinea, «il Vaticano è stato più volte citato dall'autoproclamato Califfato dello Stato islamico e sono apparse immagini con la bandiera nera sul Cupolone» e «non esiste un Paese a rischio zero». «Nessun riscontro, ma l'allerta è massimo» conferma il capo della Digos di Roma, Diego Parente. «In Vaticano il servizio è già cospicuo, adesso è stato rivisto come tutto il sistema di sicurezza della città». Padre Lombardi chiede di «non alimentare preoccupazioni non motivate»: «Non risultano segnalazioni di moviti concreti e specifici». Rafforzati i dispositivi di sicurezza nell'area dell'antico Ghetto romano, che ospita la Sinagoga, e davanti alla scuola ebraica: controlli agli ingressi, sbarrati da transenne, e divieto di accesso nel quartiere, ad eccezione dei residenti. «Tutti gli obiettivi sensibili, e a Roma sono molti, sono stati presi in considerazione» conferma Parente. In tutta Italia i prefetti sono impegnati a blindare possibili "target", come il centro di Firenze, la Torre di Pisa o la sinagoga di Pitigliano, in provincia di Grosseto. A Caserta aumentati i controlli attorno alla base militare americana di Gricignano d'Aversa e alla massiccia comunità di immigrati. L'Europa intanto si interroga su come stendere una rete di protezione attorno alla frontiera esterna per impedire l'ingresso a terroristi e foreign fighters. «Nessun governo europeo parla di sospendere Schengen» dice Gentiloni in una informativa al Senato, spiegando che l'accordo raggiunto domenica al vertice di Parigi prevede in particolare un maggiore scambio di dati. «Non si sta discutendo di ripristinare le frontiere, ma di come usare il sistema di informazioni tra i diversi Paesi». Il nodo del dibattito resta l'intesa sui dati dei passeggeri delle compagnie aeree (Passenger name record, Pnr), su cui, ha detto Gentiloni, «è urgente il via libera del Parlamento europeo». Finora frenato dalle resistenze di chi teme una eccessiva compressione della privacy. «Noi pensiamo ad un compromesso. Alla possibilità, per esempio, di tenere i dati per tre anni invece di cinque» ha chiarito Alfano. «La prima tappa - ha fatto sapere ieri la Commissione Ue - è una buona applicazione delle regole attuali», solo in seguito si potrà pensare a eventuali modifiche. «Schengen - ha ribadito la cancelliera tedesca Angela Merkel - non è in discussione». Lunedì a Bruxelles, summit dei ministri degli Esteri sulla lotta al terrorismo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA