I "cyber jihadisti" violano i computer del Pentagono

di Andrea Scutellà wROMA «In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso, il cyber califfato, sotto gli auspici dell'Isis, continua la cyber jihad». Il messaggio compare all'improvviso sulla pagina Twitter del Centcom, il Comando militare centrale statunitense per la regione mediorientale. «Soldati americani, stiamo arrivando, guardatevi le spalle», minacciano i cyber attivisti in un altro tweet. «Mentre gli Stati Uniti e i loro satelliti uccidono i nostri fratelli in Siria, Iraq e Afghanistan, noi irrompiamo nelle vostre reti e dispositivi personali e apprendiamo tutto su di voi». Segue la diffusione dei dati personali di alcuni soldati americani. In un tweet successivo viene diffusa una lista di ufficiali degli Stati Uniti in pensione. A un certo punto compare persino la scritta «CyberCaliphate» con un messaggio: «I love you Isis». Vengono pubblicate informazioni su piani nordcoreani e cinesi. «L'Isis è già qui, siamo nei vostri computer, in ogni base militare», con tanto di immagine di una web cam in una struttura bellica. Gli hacker affermano di essere entrati anche nel network del Pentagono e di aver pubblicato documenti che riguardano "scenari" nucleari militari e documenti interni del ministero della Difesa. Il Centcom vive 20 minuti d'inferno, prima che il profilo Twitter venga sospeso. I pirati sono riusciti ad infiltrarsi anche nell'account del comando militare su YouTube diffondendo due video di propagando pro-Isis. I responsabili del Centcom hanno affermato di «essere a conoscenza» della vicenda e che i dettagli relativi all'attacco informatico sarebbero allo studio degli uffici competenti. «Centcom - hanno dichiarato fonti vicine al comando militare - sta prendendo misure appropriate per risolvere la questione». Il cyber attacco al Centcom ha un precedente: secondo "Le Parisien" degli hacker vicini ai movimenti islamici radicali avrebbero violato i siti degli enti locali francesi. La cyber guerra, allora, infuria. Nei giorni scorsi il collettivo di hacker Anonymous aveva annunciato la sua presa di posizione contro i movimenti coinvolti nella strage di Parigi. «Aspettatevi una reazione pesante da noi - avevano fatto sapere ai terroristi - perché abbiamo sempre combattuto per la libertà di parola». Su Twitter hanno chiesto ai loro seguaci di segnalare i siti riconducibili ai movimenti radicali. E hanno dichiarato di aver abbattuto il primo: ansar-alhaqq.net. ©RIPRODUZIONE RISERVATA