Vigili assenti a Roma, l'ira del governo

di Andrea Scutellà wROMA I conti li fa direttamente il Comune di Roma: 835 vigili urbani dei 1.000 chiamati in servizio il 31 dicembre sono rimasti a casa all'ultimo minuto per «malattia, donazione sangue, legge 104». Una morìa generale che sarebbe proseguita durante la notte. «Dal numero iniziale di 300 unità previste - si legge nella nota del Campidoglio - si sarebbe arrivati a 185 unità, con 115 assenze riconducibili alle medesime motivazioni». Un'epidemia che ha fornito al governo l'assist per lanciare la riforma della Pa. Il premier Renzi e il ministro Madia promettono di punire «gli irresponsabili». Lo sciopero mascherato. Invoca il sabotaggio e la «diserzione» il comandante del Corpo di Polizia locale Raffaele Clemente. L'epidemia di Capodanno va oltre il semplice assenteismo. È il risultato di uno scontro aspro tra il Corpo e i vertici dei vigili urbani, come confermano le parole di Clemente. «Le divergenze sorte nelle ultime settimane o mesi, sul fronte della rotazione degli agenti o sulla definizione del salario accessorio - ha dichiarato - non dovrebbero essere prese a pretesto per venir meno alla propria professionalità e ai propri doveri». La battaglia sul rinnovo del contratto, sui turni di servizio e sui trasferimenti di alcuni dipendenti si era acuita nei giorni scorsi. I vigili avevano indetto un'assemblea sindacale proprio nella notte del 31 dicembre, minacciando di incrociare le braccia dalle 21 alle 3. In seguito a una dura nota del Prefetto Pecoraro erano stati richiamati in servizio. Oggi Clemente ha affidato al vicecomandante Raffaella Modafferi l'indagine interna per accertare i comportamenti dei singoli lavoratori. Anche l'Autorità di garanzia per gli scioperi ha aperto un procedimento di valutazione . Se si dovesse accertare l'ipotesi di uno sciopero mascherato, i responsabili rischierebbero una multa salata: «da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 50.000 euro» fa sapere il Garante Roberto Alesse. Il Campidoglio e sindacati. «Non sono riusciti a guastare la festa della città. In 600mila abbiamo passato il capodanno in piazza» così il sindaco Marino commenta la vicenda sulla sua pagina Facebook. Il numero due del Campidoglio, Luigi Nieri, parla di «oneri» e di «onori» per chi lavora nel pubblico e torna sulla polemica sindacale: «La vicenda della rotazione ha creato malumore nel corpo ed io ho il massimo rispetto per il diritto di sciopero, ma non si può portare la protesta fino a questo punto». I sindacati di categoria annunciano battaglia: Francesco Croce della Uil si spinge fino a ipotizzare per i vigili «primo sciopero della storia di Roma». Ma, anche se un comunicato firmato da Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil invita tutti a indagare le cause del «clima di esasperazione», la Cgil nazionale scarica la protesta con un tweet: «Il nostro sostegno ai vigili che hanno lavorato a Roma il 31 notte. Le lotte sbagliate danneggiano tutti». Il tam- tam su Twitter. È il premier Matteo Renzi, alle 7.02 del mattino, a inaugurare il tam-tam di tweet: «Leggo di 83 vigili su 100 a Roma - scrive - che non lavorano "per malattia" il 31 dicembre. Ecco perché nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego». Gli fa eco il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, che lancia l'hashtag #vigiliassenti: «Avanti con la riforma della Pa - twitta - per premiare eccellenze che ci sono e punire irresponsabili». Più tardi il presidente del Consiglio risponde anche a chi lo accusa di aver «depennato» le regole sul pubblico impiego dal jobs act: «Prego? Le abbiamo inserite in un disegno di legge che è all'attenzione del Parlamento. Si chiama democrazia». Una riforma che, oltre ai licenziamenti in stile jobs act, preannuncia meccanismi premiali e sanzioni per gli statali. Dovrebbe inserirsi, insomma, nel pieno solco della riforma Brunetta del 2009 e dalla battaglia senza quartiere agli statali fannulloni. E, a proposito di Brunetta, l'ex ministro della Pa ha commentato: «Quando lo dicevo io mi insultavano. Renzi e Madia indecenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA