Uccisi due agenti New York volta le spalle al sindaco
di Andrea Visconti wNEW YORK Era dal 2011 che un poliziotto non veniva assassinato a sangue freddo a New York e ora la città è sotto choc. È accaduto sabato sera quando un afro-americano di 28 anni, Ishmael Brinsley, si è avvicinato ad un'auto della polizia in una strada di Brooklyn, ha estratto la pistola e ha sparato attraverso il finestrino uccidendo sul colpo due poliziotti, Rafael Ramos di origini ispaniche e Wenjian Liu, asiatico. Poi si è suicidato. Il killer arrivato da Baltimora ha voluto vendicarsi per l'omicidio di due ragazzi di colore, il diciottenne Michael Brown ucciso da un agente a Ferguson e Eric Garner, morto proprio a New York dopo essere stato soffocato da un poliziotto. Entrambi gli afroamericani erano disarmati. Ma ora la tensione è alta a New York. Parte della città si è schierata apertamente con il sindacato della polizia che si è scagliata contro il sindaco Bill De Blasio accusandolo di avere "le mani sporche di sangue". La colpa del primo cittadino, scoppiato in lacrime ieri durante la conferenza stampa, è di aver appoggiato le proteste contro la decisione del Gran Giurì di non incriminare il poliziotto che soffocò Garner. Un gesto che molti agenti hanno considerato come un "tradimento" facendo sapere che la presenza del sindaco non sarà gradita ai funerali degli agenti. E ieri durante la conferenza stampa decine di poliziotti hanno voltato le spalle a De Blasio in un gesto di aperta contestazione. Le parole del sindaco «quando un poliziotto viene ucciso si strappano le basi della nostra società» e le sue lacrime non hanno commosso la comunità che si è sfogata sui social network. L'assassinio è stato condannato senza riserve dal presidente Barack Obama che ha esortato a respingere la violenza. Ferma condanna anche da parte delle famiglie di Michael Brown ed Eric Garner che in un comunicato sostengono: «Qualsiasi uso del nome di Brown e Garner in relazione all'uccisione del due agenti è riprovevole». E proprio l'uccisione dei due ragazzi sarebbe il movente del gesto di Ishmael Brinsley. «Quando loro fanno fuori uno di noi, rispondiamo facendo fuori due di loro», aveva annunciato il ragazzo sui social media appena poche ore prima di portare a compimento la sua vendetta. Aveva postato le sue intenzioni su Instagram poco dopo avere ferito la sua ex ragazza, madre di suo figlio. Gli inquirenti si erano messi sulle sue tracce e, stabilito che era stato lui a postare quel messaggio minatorio, avevano avvertito la polizia di New York che Ismael aveva lasciato la zona di Baltimora e si stava recando a Brooklyn. Ma l'allerta non è arrivata in tempo. «È stata un'esecuzione in piena regola. Non hanno avuto nemmeno il tempo di reagire» ha detto il capo della polizia William Bratton, visibilmente provato in conferenza stampa. Brinsley è poi fuggito verso una stazione della metro dove si è sparato con un colpo alla tempia, mentre la folla in attesa, sconvolta, scappava. Due operai hanno tentato di fermarlo, ma Brinsley puntandogli contro la pistola li ha minacciati: «Volete fare la stessa fine?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA