Infiltrati dell'Is tra gli scafisti

PALERMO I volti coperti da un cappuccio nero, in mano kalashnikov e armi pesanti: si sono fatti fotografare in assetto da guerra i 5 extracomunitari giunti in Sicilia sui barconi carichi di migranti, sospettati ora di essere terroristi dell'Is infiltrati. Le immagini, archiviate sui cellulari che gli sono stati sequestrati al momento dello sbarco, fanno parte ora del fascicolo aperto dalla procura di Palermo sul rischio infiltrazioni terroristiche in Italia. L'inchiesta è stata avviata dal pm Calogero Ferrara - che fa parte del gruppo "terrorismo" della procura palermitana assieme ai sostituti Barbiera e Ravaglioli, coordinato dal procuratore capo facente funzioni, Leonardo Agueci - in seguito, anche, alle segnalazioni provenienti dai Servizi segreti. Gli investigatori della Digos di Palermo si stanno concentrando su un centinaio di soggetti - presenti anche sul territorio italiano - monitorando con particolare attenzione quattro persone (alcuni di loro avrebbero lasciato la Sicilia, altri sarebbero ancora sull'isola), di cui sono stati individuati i luoghi di ritrovo abituale, anche grazie all'ausilio di intercettazioni telefoniche. Sarebbero siriani, libici ed un egiziano, con trascorsi legati a fazioni terroristiche, presumibilmente dell'Is. Le conversazioni avvengono in lingua araba. Al momento non viene confermata la disponibilità di armi da fuoco, ma neanche esclusa. In passato, nel corso delle operazioni successive agli sbarchi, i poliziotti hanno sequestrato telefonini cellulari in cui alcuni di questi soggetti sarebbero stati fotografati con turbante nero mentre imbracciano mitra kalashnikov. Nel corso del 2014, nell'ambito dell'operazione "Mare nostrum" sono stati oltre 700 gli scafisti arrestati dalle forze dell'ordine a fronte dei circa 200mila migranti sbarcati.