Grillo all'attacco «Il capo dello Stato si deve costituire»

di Pietro Criscuoli wROMA «Napolitano deve costituirsi, non dimettersi, è responsabile di aver firmato qualsiasi cosa». È durissimo l'attacco di Beppe Grillo al capo dello Stato nel giorno in cui questi conferma che lascerà il Quirinale tra poco. Un attacco con alta risonanza perché sferrato davanti ai giornalisti della stampa estera accreditati in Italia. Grillo lo accusa di aver approvato tutte le nefandezze dei partiti, dalla legge Fornero allo scudo fiscale. «Il nuovo presidente dovrà essere una persona che non firma qualsiasi cosa, una persona di buon senso, una persona normale al di fuori degli schieramenti politici». Un identikit che rivela un programma politico per il prossimo appuntamento dell'elezione del successore di Napolitano: il M5S si metterà di traverso, più che altro per sottolineare il proprio splendido isolamento. L'ipotesi Prodi? «Basta. Non se ne può più». Ma Napolitano è solo l'inizio della girandola. Grillo conferma che bisogna uscire dall'euro, «prima che sia troppo tardi», ma non dall'Europa. I suoi annunciano che è già a quota 50mila la raccolta di firme per il referendum consultivo anti-euro. E su questo spettro sinistro della moneta unica Grillo dice che Renzi gli ricorda Willie il Coyote, seduto sull'orlo dell'abisso senza il coraggio di guardare in basso. E da qui l'attacco vira al Pd, accusato di collusione con Mafia Capitale, con i Carminati e i Buzzi. «Se avessimo fatto un alleanza con loro, adesso staremmo dentro questa roba qui». «Caro Beppe, vai pure in tour sereno e risparmiaci idiozie: noi la mafia la combattiamo tutti i giorni, tu vai a dire in giro che non esiste», replica il presidente del Pd Matteo Orfini. Fa tristezza, rincara il vicesegretario del Pd Guerini, soprattutto perché sono cose dette davanti alla stampa estera. In questo scontro frontale entra dunque in gioco anche il tour internazionale di Grillo (spettacoli a New York, Londra e Bruxelles), che diventa occasione di scontro politico. «Grillo - ironizza Renzi - torna a fare i suoi tour grazie al vostro, al nostro lavoro. E questo è un bene per lo spettacolo». Feroce la replica di Grillo: «Io lavoro da 40 anni, Renzie (che non si è accorto che il suo Pd è passato dal 41% al 41 bis), non ha mai lavorato». Ho sempre vissuto del frutto del mio lavoro, ripete, «e come me la maggior parte degli italiani, quelli che hanno ancora un'occupazione. Solo chi non ha mai fatto nulla in vita sua può permettersi di sbeffeggiare chi lavora, Renzie, ad esempio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA