Stop a kebab e sale slot nel centro storico
VIGEVANO Niente più phone center, money transfer, oro cash, sexy shop, sale slot, agenzie di scommesse, ma anche kebab, friggitorie e tutte quelle attività commerciali i cui prodotti sono di origine extra Unione Europea. Il vicesindaco Andrea Ceffa ha spiegato ieri le regole del nuovo Pgt (Piano di governo del territorio). «Vogliamo tutelare il centro storico – ha detto Ceffa – come le tradizioni a esso collegate. L'immagine che vediamo, per esempio, davanti ai distributori automatici o ai phone center non è certo il migliore biglietto da visita per una città che vuole definirsi turistica. Non possiamo intervenire sull'esistente, ma non ne apriranno di nuovi». La novità è scritta nero su bianco nell'articolo 14 del piano delle regole, uno degli allegati, appunto, del Pgt. «Abbiamo applicato una norma regionale – ha proseguito Ceffa – secondo la quale "i comuni definiscono i criteri per l'individuazione delle destinazioni d'uso escluse, al fine di evitare possibili danni alla salute, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, all'ambiente ed al paesaggio, ivi incluse la tutela del decoro, del contesto sociale e architettonico, nonché alla salvaguardia e promozione dell'identità e della cultura locale». Da tempo, l'assessore Ceffa, prima ancora di conquistare la delega all'urbanistica, aveva espresso la sua volontà di limitare l'apertura di queste attività in centro. «Vogliamo valorizzare il nostro centro storico – ha aggiunto l'assessore all'urbanistica - renderlo gradevole da un punto di vista architettonico, cercando di preservare quelle tipologie di attività commerciali che svolgono funzione aggregativa, di vivibilità per il nostro paese. C'era stata anche una mozione della Lega Nord che chiedeva appunto di introdurre questa regola». Saranno escluse dal centro storico anche le lavanderie self service e a gettone le cui attività «vengono svolte in locali in cui manca il presidio sociale – ha concluso Ceffa - e quindi poco sicuri perché maggiormente soggetti ad atti di vandalismo». Selvaggia Bovani