Dopo lettera-appello c'è la raccolta firme «Aiuto alla ricerca»

di Marianna Bruschi wPAVIA La lettera di Cosimo Lacava, il ricercatore di 32 anni cervello in fuga obbligata da un mese, ha sortito il suo effetto. Lacava, laureato in ingegneria elettronica a Pavia ha raccontato la sua storia in una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E' arrivata la risposta del presidente ed è iniziata una petizione online dell'Associazione dottorandi pavesi che in poche ore ha superato le 250 firme. Perché la lettera? C'è in discussione in parlamento una norma «che intenderebbe cancellare quanto previsto dal decreto legislativo 49/12, che introduceva un principio sacrosanto – spiega Lacava – e cioè che si dovesse pensare anche al futuro e non solo al presente della ricerca; e che le risorse disponibili dovessero essere equamente distribuite tra le progressioni di carriera (legittime) e le immissioni in ruolo di giovani ricercatori del tipo "b", l'unica figura con una prospettiva certa e chiara, dopo tre anni di lavoro di ricerca di qualità, certificato dall'ottenimento dell'abilitazione nazionale da professore associato, di poter entrare a far parte dell'organico stabile dell'università». Abolire questo principio, spiega il ricercatore, significa togliere speranza ai giovani come lui. «L' Associazione Dottorandi Pavesi ha lanciato una raccolta firme a sostegno di questa tesi – spiega Lacava – La petizione chiede al presidente del consiglio e a tutte le figure competenti di cancellare dalla legge di stabilità l'articolo 2 comma 98, lanciando così un segnale importante a tutti i ricercatori italiani, che lavorano in Italia e all'estero». La petizione ha come obiettivo mille firme: ieri in poche ore ne sono state raccolte oltre 250. E ieri è arrivata anche la risposta del presidente Napolitano. Il presidente ha rivolto il suo apprezzamento «per l'impegno con cui sin dagli anni dell'università ha scelto e seguito con tenacia e sacrifici un difficile percorso per realizzare i suoi obbiettivi di studio e professionali». Sulla norma Napolitano ha sottolineato che «si tratta di un problema ancora all'esame del Parlamento sul quale è opportuno riflettere con attenzione tenendo conto dei diversi pareri esistenti in proposito». Da Napolitano è anche partito un appello: servono più fondi per la ricerca. «Non vi è dubbio che – come peraltro ho sempre sostenuto – il vero problema da affrontare sia quello delle risorse tuttora insufficienti destinate all'Università – ha scritto Napolitano nella sua risposta al ricercatore – e che sarebbe necessario programmare un piano di assunzioni che renda l'organico degli atenei e quindi l'Università italiana in linea con i più avanzati standard europei». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA