Fidelio, l'amore e la giustizia secondo Ludwig van Beethoven
MILANO «Un'opera universale capace di parlare dell'amore e della giustizia, tanto più apprezzabile in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la cronaca quotidiana ci parla dei fatti dell'Ucraina e delle decapitazioni dell'Isis»: così la regista inglese Deborah Warner illustra "Fidelio" di Ludwig van Beethoven, scelto come spettacolo inaugurale della stagione scaligera il 7 dicembre, ricorrenza di Sant'Ambrogio. (Lei, che si è fatta le ossa alla Royal Shakespeare Company, per quest'opera ha scelto un'ambientazione contemporanea anche se non politicamente identificata. La prigione in cui si svolge l'azione non ricorda Guantanamo o altre carceri famose, piuttosto un impianto industriale abbandonato. Un'ambientazione cupa e grigia dove al momento della liberazione irrompono la luce e il colore del popolo). Non è dello stesso parere il direttore d'orchestra Daniel Barenboim , sul podio per la sua ultima fatica da direttore musicale del teatro milanese: «Ma quale opera politica sulla giustizia e sulla libertà: "Fidelio" è un'opera sull'amore coniugale che racconta come una donna, Leonore, sia disposta a fare di tutto per liberare il marito imprigionato. È l'opera di un compositore dalla moralità assoluta, che con la sua musica ha voluto elevare l'uomo». Fiore all'occhiello di questa prima 2014 è il cast di nomi di massimo rilievo sulla scena lirica internazionale: Anja Kampe interprete della fedele Leonore, Peter Mattei nei panni del ministro di Stato Don Fernando, Klaus Florian Vogt voce del prigioniero segreto Florestan, Falk Struckmann interprete del malvagio Pizarro. Ormai scarseggiano i biglietti: on line ne sono disponibili solo una settantina, e non proprio per tutte le tasche. Sono andati via per primi quelli in galleria che pure costavano fino a 420 euro. In vendita se ne trova ancora qualcuno per il palco di IV ordine a 600, poi si sale fino a 1.440. E per i prestigiosi posti in platea, ambiti più dai vip che dagli appassionati di opera, si arriva a spendere 2.200 euro. I vip. Quest'anno meno glamour. L'assenza che pesa di più è quella del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel palco reale ci potrebbe essere il presidente del Consiglio Matteo Renzi insieme alla moglie Agnese, ma ancora non ha sciolto le riserve. Hanno invece confermato la loro presenza il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il presidente del Senato Pietro Grasso.