San Siro con Nabucco Il Fraschini fa l'en plein
PAVIA Quest'anno i pavesi festeggeranno San Siro socchiudendo gli occhi, aguzzando gli orecchi e - tesi, zittissimi - aspettando l'attacco del "Va' pensiero" (poi chissà se riusciranno a trattenere la voglia di potersi unire, almeno a bocca chiusa, al coro). "Nabucco", il primo dei capolavori verdiani che da nove anni manca dalle scene cittadine, sarà presentato al Fraschini il 9 dicembre (replica l'11) ed è ovviamente il titolo più gettonato della stagione: chi ancora non ha il biglietto deve fare in fretta per accaparrarsi almeno il loggione. Il nuovo allestimento coprodotto dal Circuito lombardo si avvale della regia di Andrea Cigni. Opera molto bella, a tratti dal marcato sapore risorgimentale, "Nabucco" decretò il successo del giovane Verdi: alla folgorante inventiva musicale del compositore si unì, per il pubblico milanese del 1842, l'accensione patriottica contro l'oppressore austriaco. Gli spettatori riconobbero come propria la storia degli ebrei soggetti al dominio babilonese raccontata dal librettista Temistocle Solera, e il coro "Va pensiero" - con l'immissione di una felicissima vena di melodismo popolare - fece il resto. (Per la cronaca: il patriottismo, il dramma corale, l'apice raggiunto dal lirismo poetico consentirono a Verdi di conquistare le scene milanesi e di ottenere in breve tempo un posto speciale nel cuore del pubblico. L'opera debuttò alla Scala riscuotendo un successo che il neanche compositore aveva previsto e il "Va' pensiero" divenne subito una sorta di inno della popolazione nel periodo dei moti risorgimentali. Una "congiuntura favorevole" che fece avvicinare maggiormente il burbero bussetano alla lodigiana Giuseppina Strepponi, prima interprete di Abigaille e sua futura compagna di vita). «"Nabucco" è l'opera profondamente legata sia a un importante periodo storico del nostro Paese sia a un difficile momento della vita del maestro il quale aveva perso da poco la moglie Margherita Barezzi e i figli Virginia ed Icilio - avverte il direttore d'orchestra Marcello Mottadelli che salirà sul podio del Fraschini alla testa dei Pomeriggi Musicali - Invito però il pubblico a guardare quest'opera da un'altra angolazione: ad ascoltare il respiro di silenzio che precede il "Va' pensiero", a sentire questo coro come un lungo respiro dalla prima all'ultima nota, a scorgerne i diversi respiri interni fatti di speranza, di pace e di sofferenza. Il flauto solo, nell'introduzione, testimonia quanto dico, così come avviene nell'ultima aria di Abigaille insieme al violoncello e al corno inglese, sul testo "…Ah tu dicesti o popolo: solleva Iddio l'afflitto.." » Sul palco del Fraschini troveremo Paolo Gavanelli nel ruolo del titolo, insieme a Tiziana Caruso (Abigaille), Enrico Iori (Zaccaria), Gabriele Mangione (Ismaele), Raffaella Lupinacci (Fenena), Antonio Barbagallo (Gran Sacerdote di Belo), Giuseppe Distefano (Abdallo), Sharon Zhai (Anna). Le scene sono di Emanule Sinisi, i costumi di Simona Morresi, le luci di Fiammetta Baldiserri.