Riforma dei processi, è bagarre tra Pd e Lega
ROMA La prescrizione slitta. E sui reati lievi è polemica, con la Lega sulle barricate e Forza Italia che parla di rischio «impunità». Il Consiglio dei ministri di ieri lascia uno strascico pesante. Non solo per il mancato via libera al testo sulla prescrizione "promesso" dal ministro Orlando dopo la sentenza Eternit, e alla delega sul civile; ma anche per le critiche sul decreto legislativo che consente l'archiviazione per i piccoli reati. La norma, ancora suscettibile di modifiche, ha suscitato polemiche tra le file dei berlusconiani e del Carroccio, a partire dal leader, Matteo Salvini: «Pazzesco - scrive su Facebook - il governo Renzi ha depenalizzato alcuni reati "lievi", niente galera per chi commette furto, danneggiamento, truffa e violenza privata. Con la sinistra al potere, l'Italia diventa il paradiso dei delinquenti». Il Pd difende il provvedimento e accusa la Lega di falsità e strumentalizzazioni. Un assist arriva dal presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, che proprio domani incontrerà il Guardasigilli per un nuovo round sulla giustizia, responsabilità civile dei giudici in testa: «Da sempre - afferma il numero uno del "sindacato" delle toghe - siamo favorevoli alla non punibilità per tenuità del fatto». Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, da parte sua, manda a dire alla Lega che «fa propaganda», assicura che «non si tratta di una depenalizzazione» e che la non punibilità non riguarda reati gravi, ma «consente l'archiviazione quando il fatto è di particolare tenuità, perché spesso vanno avanti fino in Cassazione procedimenti che poi portano a una multa» e per contro altrettanto spesso i processi per questi piccoli reati «finiscono bruciati dalla prescrizione, con le procure che li tralasciano avendo cose più gravi di cui occuparsi». «Parole semplicistiche - replica Maurizio Gasparri di Forza Italia - bisognerà esaminare con molta attenzione il testo: non si possono lasciare impuniti crimini che possono destare allarme sociale». Anche all'interno di Ncd c'è chi, come Formigoni, chiede un chiarimento. Ma il viceministro Enrico Costa, dello stesso partito, difende le misure varate. Proprio le tensioni con Ncd, tra l'altro, hanno prodotto un tira e molla sulla prescrizione. Orlando voleva stralciarla dal più ampio pacchetto sul processo penale per trasmetterla alla Camera e agganciarla ai testi in discussione in commissione. Ncd ha puntato i piedi, perché vuole che prescrizione e riforma del processo avanzino insieme. Una querelle diventata occasione per far tornare a galla anche altri temi, da un po' sopiti: vedi le misure sulle intercettazioni, che Ncd vuole mettere in pista. Risultato: tutto da rifare. «Al prossimo Consiglio dei ministri», assicura Orlando.