Allarme dei medici: «I pazienti a rischio rifiutano il vaccino»

ROMA Ormai è una corsa contro il tempo. La sindrome influenzale arriverà tra dicembre e gennaio e, fanno sapere i medici, sarà molto contagiosa e rischiosa per i pazienti fragili, cardiopatici, anziani e affetti da patologie respiratorie. Eppure, la psicosi contro il vaccino antinfluenzale, sospettato di aver causato la morte di tredici persone, ha scatenato la paura pure tra i pazienti per i quali le complicazioni dell'influenza potrebbero rivelarsi molto gravi. Anche loro stanno disertando poliambulatori e studi medici: prima di vaccinarsi, preferiscono aspettare i risultati dei test per capire se i vaccini sono collegati a quei decessi. E non importa se i medici, dal nord al sud, stiano proponendo farmaci alternativi al Fluad della Novartis, di cui sei lotti sono finiti sul banco degli imputati. Nella Asl 1 di Napoli ad esempio, erano attesi in 200mila, la metà ha rifiutato il vaccino. «Da giorni, esortiamo i colleghi a fare opera di convinzione per proseguire la campagna vaccinale affinché il timore non diventi panico e l'influenza non trovi scoperte le categorie a rischio» è l'appello lanciato da Giuseppe Tortora dirigente del Sumai. Ma tensione resta alta. Nonostante le prime analisi condotte all'Istituto Superiore di Sanità non rilevano problemi nei campioni ricevuti dopo lo stop precauzionale. Ad affermarlo è il commissario straordinario dell'Istituto Walter Gualtiero Ricciardi, confermando quanto aveva annunciato sabato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Domani arriveranno i primi risultati, ma ci vorranno altri 15 giorni per quelli definitivi». Nel frattempo, ogni regione va per conto suo. Con la Lombardia e il Lazio che proseguono nella somministrazione dei vaccini, anche se tanti studi medici hanno messo uno stand by. La Liguria ha sospeso la campagna anti-influenzale nelle strutture pubbliche, mentre la direzione generale del Molise ha diramato una nota in cui blocca temporaneamente ogni terapia. E ieri le morti sospette sono salite a 13. Una donna di 83 anni di Spoleto affetta da una grave malattia, è morta 24 ore dopo la somministrazione del Fluad. Prosegue anche la polemica tra il ministro Lorenzin e le Regioni accusate di «aver comunicato in ritardo all'Aifa le morti sospette e il blocco dei lotti della Novartis». Subito dopo il suo intervento alla Camera aveva replicato Sergio Chiamparino. «Il ministro applica il sistema dello scaricabile» aveva detto il rappresentante della Conferenza delle Regioni. Ieri è toccato al governatore della Toscana, Enrico Rossi: «Non c'è bisogno di polemiche. La nostra regione ha ricevuto il comunicato dell'Aifa giovedì alle 16,30 e nel giro di due ore abbiamo ritirato dalla circolazione gli stock di vaccino segnalati».f.cup. ©RIPRODUZIONE RISERVATA