Bimbo morto, si indaga per omicidio

ROMA Un ematoma sul volto e graffi sul corpo, lo zainetto giallo sparito, la distanza troppo grande, per un bambino di otto anni, tra la scuola e il canalone dove è stato scoperto il corpo. Non è stata "esaustiva" l'autopsia, che sarà conclusa questa mattina, nessuna risposta definitiva. Ma per gli investigatori ci sono troppi lati oscuri nella morte del piccolo Loris Stival, trovato morto in una contrada di campagna di Santa Croce Camerina, nel Ragusano: abbastanza da spingere il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota ad aprire un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Una ipotesi indicata «a titolo precauzionale» in attesa dell'esito definitivo dell'esame autoptico, ma non per questo meno spaventosa. Il primo responso del medico legale, Beppe Iuvara, riguarda l'orario del decesso: il piccolo Loris sarebbe morto con ogni probabilità nella tarda mattinata, diverse ore prima del ritrovamento del cadavere, scoperto alle 16,55 di sabato da un cacciatore, Orazio Fidone. Quando i soccorritori sono arrivati, il rigor mortis era avanzato. Ma sull'origine della ferita al viso e dei graffi rinvenuti durante l'autopsia, che potrebbero essere stati provocati tanto da una aggressione quanto da una caduta, accidentale o provocata da qualcuno, nessuna conferma. Le indagini vanno avanti senza sosta. Nel pomeriggio di ieri la squadra mobile di Ragusa ha sequestrato l'auto di Fidone: «Tutta l'area del ritrovamento è sotto sequestro e accertamenti sono in corso anche sulla vettura perché era nella zona» hanno spiegato gli investigatori. «Ho messo la mia auto a disposizione, voglio chiarire tutto al più presto - ha commentato l'uomo - Ho cercato il bambino in quel posto perché pensavo che fosse una zona dove nessuno sarebbe andato». Due giorni fa, Fidone aveva raccontato di essere stato spinto dalla moglie a unirsi alle ricerche: «Mi sono affacciato sul canale e l'ho visto. Se avessi potuto dargli la mia vita, lo avrei fatto». Il cadavere di Loris si trovava tre metri più in basso. Ma dello zainetto, con il quale al mattino era sceso dall'auto della mamma, nessuna traccia. Il capo della mobile, Nino Ciavola, ha lanciato un appello ai cittadini: «La gente ci deve aiutare, chi sa parli. Aiutateci a ritrovare il suo zainetto, un "ovetto" di colore blu con stringhe gialle e con la scritta "Toy story"». La sparizione dello zaino è considerato un elemento centrale. Una conoscente ha riferito di aver visto il bambino alle 9,10 di sabato, poco lontano dalla scuola, e senza zaino. Il suo racconto è al vaglio degli inquirenti. Secondo testimonianze dei compagni e degli insegnanti, inoltre, dall'inizio dell'anno il bambino si sarebbe allontanato dalla scuola altre tre o quattro volte dopo essere stato lasciato dalla mamma all'ingresso, ma sarebbe stato sempre ritrovato nelle vicinanze. Le riprese delle telecamere di sorveglianza dei negozi della zona, una trentina gli apparecchi controllati, hanno confermato la versione della mamma, una casalinga di 25 anni, che sabato, subito dopo aver lanciato l'allarme, aveva raccontato di aver lasciato Loris all'inizio della stradina che conduce, 70 metri dopo, all'ingresso della scuola "Falcone-Borsellino" (la strada, dalle 8 alle 9 di ogni giorno scolastico è interdetta al traffico) e di avere quindi accompagnato all'asilo l'altro figlio di 4 anni. «In classe Loris non è mai entrato, nessuno lo ha mai visto» ha confermato la dirigente scolastica Giovanna Campo. Nulla può essere escluso, neppure un gioco finito male. Per questo gli investigatori stanno ascoltando tutti coloro che potrebbero fornire informazioni, compresi i ragazzini che conoscevano Loris. Anche il padre del bambino, camionista, accorso da Roma dopo la notizia, è stato sentito come testimone. Ieri pomeriggio, assieme alla moglie, ha compiuto un breve sopralluogo nella zona del Mulino Vecchio: insieme hanno attraversato la campagna per osservare da vicino il canalone, e dopo una decina di minuti sono andati via, lei in lacrime, sorretta dal marito. Entrambi distrutti dal dolore. La madre ha chiesto di vedere il figlio, e ha chiesto, disperata, di quella ferita al volto: «Chi ci ficiru o picciriddu?». Che cos'hanno fatto al mio bambino? (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA