Vaccini, Lorenzin: «Colpa delle Regioni»

di Fiammetta Cupellaro wROMA Scambio di accuse tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e le Regioni, sulla questione del vaccino antinfluenzale Fluad della Novartis, potenzialmente legato alla morte di dodici persone. Ieri, il ministro Lorenzin, presente alla Camera, ha accusato apertamente le Regioni. «Ci sono stati pesanti ritardi nelle segnalazioni dei casi all'Agenzia del farmaco» ha tuonato il ministro «le Regioni sono responsabili della vigilanza dell'applicazione dei vaccini e devono informare tempestivamente sui loro effetti. Appena le Regioni hanno comunicato all'Aifa i decessi, il ministero è intervenuto, ma dal primo caso scoppiato il 7 novembre, c'è stato un ritardo di 15 giorni». Dunque, la colpa è di non aver dato in tempo l'allarme in modo che l'Aifa potesse bloccare i due lotti sospetti della Novartis. «Non bisogna creare allarmismi – ha sottolineato il ministro – i primi risultati dei test, effettuati sui farmaci sequestrati, sono negativi». Immediata la risposta del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino: «Noto con stupore che il ministro Lorenzin si lascia andare ad uno sport troppo praticato: lo scaricabarile. Si verifichi se qualcosa non ha funzionato a cominciare dall'Aifa», ha concluso. Venerdì scorso, la regione Lazio aveva lamentato proprio «grossi limiti di comunicazione istituzionale dall'Aifa alla Regioni» sostenendo che non sarebbero pervenute «segnalazioni ufficiali da parte dell'Aifa in merito al divieto di utilizzo dei due lotti Fluad emanato il 27 novembre». E mentre scoppia il caso politico, salgono da due a sei il numero dei lotti di vaccino antinfluenzale della Novartis. In totale si tratta di 1 milione e 357.399 dosi sospette. Intanto da nord a sud negli studi medici e poliambulatori la tensione cresce. I pazienti hanno paura, i medici pure. A Ferrara, il presidente dell'Ordine ha deciso che da domani non somministrerà più vaccini, mentre dal Piemonte e dall'Abruzzo arrivano notizie poco confortanti. Nel Cuneese un uomo di 68 anni è morto dopo la somministrazione di un altro tipo di vaccino, l'Agrippal, prodotto sempre dalla Novartis. In provincia di Chieti, due persone sarebbero morte dopo essersi sottoposte, entrambe martedì scorso, al vaccino Fluad. Ma le storie sospette, segnalate all'autorità giudiziaria e al numero verde del ministero (1500) si moltiplicano. L'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha aperto un'indagine su quanto sta accadendo in Italia, anche se fa sapere che «non c'è finora nessuna evidenza a suggerire un nesso tra il vaccino e i decessi». «Si può solo dire che c'è una concordanza perfetta» ha sottolineato il direttore dell'Aifa, Luca Pani. E sono quattro le procure che indagano sui lotti sospetti del Fluad: Roma, Siracusa, Prato (che ha disposto il sequestro a livello nazionale di tutti i vaccini appartenenti al lotto 143301) e Siena, sede dello stabilimento della multinazionale svizzera. E i pazienti? Vengono curati in maniera diversa secondo la regione dove risiedono; e spesso le decisione prese sono opposte. Così, in Liguria l'assessore alla Salute ha deciso di bloccare la campagna di vaccini, mentre i suoi colleghi della Lombardia e del Lazio hanno confermato che si va avanti con il piano di prevenzione. Divieto, invece, per gli abitanti del Molise. La Direzione generale per la Salute ha scritto chiaro e tondo ai direttori dei distretti sanitari regionali: «È opportuno sospendere l'uso del vaccino Fluad appartenente a tutti i lotti, in via precauzionale». Fino a quando? Al momento, nessuno è in grado di rispondere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA