Jobs act, la Cgil pronta a presentare ricorso in sede europea
La Cgil non molla nella battaglia contro il jobs act e si dice pronta anche a presentare ricorso in sede europea, alla Corte di giustizia, sulla base della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, la cosiddetta Carta di Nizza del 2000. Dopo aver già presentato, ad agosto scorso, un ricorso contro il cosiddetto decreto Poletti sui contratti a termine senza causale (sostenendone il contrasto con la disciplina europea perché «scardina» la prevalenza del contratto a tempo indeterminato), il leader Susanna Camusso, nel giorno della sentenza della Corte di giustizia europea sui precari della scuola (contro il rinnovo «illimitato» dei contratti a tempo determinato), preannuncia la strategia sindacale. «Non è l'approvazione della delega in Parlamento che ci ferma rispetto alla scelta di cambiare norme che riteniamo sbagliate», dice Camusso, facendo sapere che «valuteremo tutte le strade». Compresa quella, appunto, di un ricorso all'Ue, a partire dalla volontà di «contrastare il tentativo di abrogare l'articolo 18» dello Statuto dei lavoratori «che è in corso con la delega» sul lavoro. Perché, sostiene, «siamo di fronte ad una manomissione violenta dello Statuto dei lavoratori» e ad un provvedimento che «tende ad espellere i diritti dal lavoro». Il governo intanto dovrebbe mettere a punto entro fine anno i primi decreti attuativi della delega sul lavoro concentrandosi sul varo del contratto a tutele crescenti e sulla riforma dell'Aspi con l'introduzione di tutele uniformi e legate alla storia contributiva del lavoratore: la conferma è arrivata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che si è detto «sufficientemente contento» del lavoro fatto. Ora la delega è in seconda lettura al Senato e l'obiettivo del governo è l'approvazione definitiva entro la prossima settimana.