Il marchese collezionista che fondò i Musei pavesi
PAVIA " Luigi Malaspina di Sannazzaro (1754-1835). Carteggio" a cura di Marco Albertario, Laura Aldovini e Davide Tolomelli (TCP edizioni) è l'epistolario del marchese lomellino, collezionista per eccellenza dell'arte del XIX secolo, che verrà presentato domani a conclusione del convegno "Collezione di stampe in Lombardia nell'Ottocento. Personalità, modelli e funzioni" organizzato dai Musei Civici pavesi in collaborazione con la Rete Museale dell'800 Lombardo. «Qualche anno fa i Musei pavesi, nell'ambito dell'ampio programma di studi incentrati sulla poliedrica figura di Malaspina, fondatore del nucleo primigenio delle nostre raccolte civiche avevano anche progettato la pubblicazione dell'epistolario - spiega Susanna Zatti - Le lettere allora raccolte erano state pazientemente trascritte da Marco Albertario, Paola Favretto ed Elena Rampi, e se ne era avviata l'edizione critica finalizzata alla stampa di un volume il quale, sebbene giunto alle seconde bozze, per varie cause non vide mai la luce.A distanza di molti anni e grazie al contributo finanziario della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia si è deciso di riprendere in mano il progetto incompiuto e di aggiornarlo sulla base della letteratura scientifica prodotta nel frattempo sull'argomento». E, rispetto alla prima versione, il numero delle lettere è raddoppiato: in particolare, erano già note e commentate le epistole di Eugenio Guasco, Angelo Olivieri, Innocente Gobbi, Paolo Borghi, Stefano Barezzi, la corrispondenza con Aurelio de Giorgi Bertola e Pietro Zani, le lettere ad Antonio Scarpa e al direttore dell'Istituto Archeologico Germanico in Roma. Di tutte queste è stata rivista e talora corretta la trascrizione e rifatto interamente l'apparato di note, sia critiche, sia di carattere paleografico. Sono state, inoltre, integrate con la pubblicazione di missive scambiate con un'altra ventina di corrispondenti (tra questi il principe di Belgioioso, Pietro Carpanelli, Lorenzo Mascheroni, Mauro Boni, Piampaolo Maggi, Luigi Tadini, Gaspare Landi e altri ancora), in gran parte affatto inedite o solamente segnalate in testi scientifici, mentre di alcune "minute" del marchese è stato possibile identificare il destinatario. Tra le lettere integralmente inedite, vale la pena di ricordare la corrispondenza con il cugino, l'abate Fabrizio Malaspina, conservata presso la Biblioteca "Malaspina" di Varzi, da poco catalogata. Tutte le lettere recuperate, trascritte con criteri filologici e dotate di note critiche di commento, sono state poi organizzate in ordine cronologico, anziché per corrispondente, come sarebbe stato nella precedente versione. È rimasto esterno alla pubblicazione l'archivio privato Torrigiani Malaspina che, dato l'elevato numero di lettere di interesse storico-artistico presenti (oltre 700), richiederà l'edizione di un secondo e forse anche di un terzo volume. «Questa pubblicazione - conclude Zatti - non ha pretese di completezza ma si contenta di offrire alla comunità scientifica uno strumento di indagine utile, e al pubblico di interessati uno sguardo curioso e lo spaccato originale di un mondo che può sembrare distante e passato, ma che ha ancora tanto da insegnarci, soprattutto sul valore e la funzione civili e civici della cultura».