Taglio della Regione ai fondi «Ecco le opere bloccate»
MONTALTO PAVESE Arrivano altre reazioni dopo la doccia fredda che il Pirellone ha rifilato ai tredici Comuni dell'Oltrepo Pavese che nei giorni scorsi si sono visti bloccare senza alcun preavviso importanti finanziamenti destinati alla sistemazione di danni causati dal dissesto idrogeologico. A parlare è il sindaco di Montalto Pavese, Angelo Villani, che non usa mezzi termini: «La documentazione presentata dalla precedente amministrazione è stata integralmente approvata dalla Regione, che ci ha riconosciuto danni per un ammontare di 450.000 euro. Avevamo già ricevuto conferma di un finanziamento da 50.000 euro destinato alla sistemazione di una strada che lo scorso inverno è, di fatto, quasi del tutto franata a valle, tant'è che avevamo già avviato una gara d'appalto che si è già conclusa: non è accettabile che per una mera scaramuccia politica tra Regione e governo centrale siamo noi a pagare il conto». Parole dure, che trovano però piena comprensione di fronte ad una situazione ormai insostenibile: «E' semplicemente grottesco che una decisione già definitiva a tutti gli effetti, col parere positivo degli esperti, venga rimessa in discussione con tanta leggerezza – tuona Villani – E già capitato che situazioni problematiche non vengano finanziate per mancanza di fondi; il problema è che nel frattempo ad essere messi sulla graticola siamo noi sindaci. Onestamente trovo troppo comodo scaricare tutte le responsabilità su chi vorrebbe intervenire, ma per un motivo o per l'altro, non può farlo». Immancabilmente, infatti, quando piove a catalizzare le lamentele dei cittadini sono i sindaci, che oltre alle competenze strettamente comunali si trovano ormai a dover monitorare anche le situazioni che sarebbero, invece, di competenza di Provincia e Regione. «Non essendo noi sindaci figure divine non abbiamo ancora la possibilità di fermare le acque – conclude ironicamente Villani – le possibilità sono due, pregare che smetta di piovere o buttar fuori la gente dalle proprie case ogni volta che il meteo minaccia acqua. Ne esiste, però, forse una terza, quella di rimettere il mandato in mano a qualcuno che, tra un conteggio e l'altro, voglia prendersi a cuore il nostro territorio». Alberto Antoniazzi