Emilia e Calabria, voto a rischio astensione

Partiti politici contro astensionismo. Sembra essere questa la partita principale che si giocherà alle elezioni per i nuovi governatori dell'Emilia Romagna e Calabria. Oggi e domani sono chiamati alle urne circa 5,5 milioni di persone, quasi 3 milioni e mezzo in Emilia e quasi un milione e novecento mila in Calabria, ma il timore è che il vero vincitore sarà il cosiddetto partito dell'astensione. Un elettore su due sembrerebbe intenzionato a rimanere a casa. Così oltre agli appelli a non disertare le urne, ci sono quelli a non considerare l'esito del voto un test per governo o partiti. La sfida delle due Regioni è infatti principalmente da giocarsi contro la disaffezione verso la politica evidenziata in questo caso dai motivi del voto anticipato dovuto in entrambi i casi dalle dimissioni dei governatori per questioni giudiziarie. Insomma l'incognita questa volta non è tanto chi vincerà, ma come e quanto i numeri potranno legittimare questa vittoria. Lo stesso Renzi, dal palco del comizio di chiusura a Cosenza, ha chiesto di non restare a casa perché «la Regione ed il Paese non si salvano da soli». Ma Paese e Regioni, ha anche scandito il premier riferendosi agli esiti elettorali, devono restare ben separati. Se sulle regionali in Emilia Romagna e Calabria, ha affermato qualche giorno fa il premier, «qualcuno vuole fare un test di come stanno i partiti, a me va bene». Dal risultato emiliano ci si aspetta di vedere se veramente la Lega Nord di Salvini riuscirà ad accaparrarsi più voti rispetto a Fi Italia e contemporaneamente a superare il M5S.