Sgomberi, donna denuncia: «Manganellata mi ha fatto abortire»

È stata ascoltata ieri dal pm Gianluca Prisco la donna che ha raccontato di aver perso il bimbo che portava in grembo a causa di un colpo con un manganello che avrebbe subito nel corso dei tafferugli che si sono verificati martedì scorso a Milano, in zona Corvetto, dopo lo sgombero di due centri sociali. La donna, 37 anni e di origine romena, da quanto si è saputo, era al sesto mese di gravidanza. Occupante abusiva di una casa nella zona di via Ravenna, dove martedì scorso hanno manifestato in strada altri occupanti abusivi, la donna già martedì mattina, parlando con alcuni cronisti, aveva detto davanti alla telecamere: «Mi hanno dato col bastone e sono incinta, mi hanno preso la pancia», sostenendo di aver subito una manganellata. Poi giovedì notte ha perso il bimbo e l'ospedale Mangiagalli ha inviato il referto medico alla procura, che sta indagando. Ma secondo i medici non ci sarebbe un nesso tra la presunta manganellata e l'aborto, perché non hanno riscontrato lesioni compatibili.