Regionali, al voto con l'incubo astensione
ROMA È il test più atteso per valutare la tenuta del governo e lo stato di salute dei partiti, con sullo sfondo lo spettro dell'astensione. I leader politici (Beppe Grillo escluso) si mobilitano con comizi e collegamenti telefonici per le elezioni regionali di domani in Emilia Romagna e Calabria, un appuntamento che ancora una volta ha valore nazionale. Il consenso di cui godono Matteo Renzi e il suo Pd è ancora solido, ma una vittoria di misura in una Regione storicamente rossa come l'Emilia Romagna rappresenterebbe la spia che il partito sta perdendo l'ala sinistra dell' elettorato. Il premier conclude la campagna elettorale in Calabria, dove per i dem è in corsa Mario Gerardo Oliverio e dove il Pd è atteso alla conquista della Regione dopo gli anni del centrodestra. «Stiamo cercando di rivoluzionare l'Italia: è uno sforzo pazzesco, ma è l'unica possibilità» dice Renzi durante il comizio conclusivo a Cosenza, lanciando un appello al voto «perché la Regione e il Paese non si salvano da soli». Prima del suo arrivo ci sono momenti concitati, con lancio di bottiglie e fumogeni contro le forze dell'ordine da parte di un gruppo di persone che manifesta a duecento metri di distanza dall'auditorium scelto per il comizio. A contendere la vittoria a Oliverio, Wanda Ferro (Forza Italia e Fratelli d'Italia), Cono Cantelmi (M5S), Nico D'Ascola (Alternativa popolare) e Domenico Gattuso (L'Altra Calabria) Dall'Emilia Romagna anche Stefano Bonaccini, il candidato democratico considerato vincitore annunciato, teme un'affluenza inferiore al 50% e lancia un appello agli elettori. A Bologna, per la chiusura della campagna, vanno intanto in scena le prove generali della futura riunificazione del centrodestra, con il leader del Carroccio Matteo Salvini sul palco assieme al consigliere di Silvio Berlusconi Giovanni Toti e a Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia. In lizza con Bonaccini, Alan Fabbri (Forza Italia e Fratelli d'Italia), Giulia Gilbertoni (M5S), Alessandro Rondoni (Ncd e Udc), Cristina Quintavalla (L'Altra Emilia Romagna, ispirata alla lista Tsipras) e Mauro Mazzanti (Liberi cittadini). In Emilia Romagna Salvini è atteso al sorprasso di Forza Italia, un risultato da cui potrebbe uscire definitivamente investito del ruolo di anti-Renzi: «Ma abbiamo la possibilità di strappare l'Emilia al centrosinistra» dichiara. A Modena il leader del Carroccio trova anche il tempo di litigare con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, perché il ritardo del suo comizio fa slittare l'iniziativa per la presentazione del restauro del Duomo. Il leader di Forza Italia, intanto, osserva da lontano, preoccupato per il risultato: «Torneremo a essere il primo partito» promette Berlusconi. «Il 15 febbraio finisco i servizi sociali e torno in campo». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA