Il libro del medico scrittore che amava volare in Oltrepo
di Pier Angelo Vincenzi wBRESSANA Radiologo in pensione ma ancora attivissimo come tanti medici per i quali il lavoro è una passione che accompagna per tutta la vita, Mariano Lombardi, indimenticato (per professionalità e umanità) primario della Radiologia all'ospedale di Voghera, debutta nella narrativa con "La nuvola e altri racconti" (Guardamagna editori, pagg. 159, 12 euro). Un esordio caldeggiato da Mino Milani che firma una postfazione molto elogiativa. Complimenti del tutto meritati: perché il medico originario di San Cipriano Po (che va a ingrossare le fila dei dottori con la passione per la parola scritta, da Avicenna fino ad arrivare a Conan Doyle, Celine e a un contemporaneo di successo come Andrea Vitali) rivela una vena creativa tanto interessante quanto tardiva. «Sono un debuttante di 76 anni – dice Lombardi che vive a Bressana – anche se alcuni dei racconti contenuti nel libro li ho scritti un po' di tempo fa, quando non ero ancora un pensionato». Pensionato peraltro molto attivo: Lombardi infatti è consulente del Mondino e collabora con un poliambulatorio di Casteggio. «Chi ama la medicina non la lascia mai, è una professione troppo coinvolgente e totalizzante». Parole che ben si adattano anche a descrivere l'emozione del volo. Perché il dottor Mariani ha un debole per gli aeroplani. «Alla radice di questo mio interesse che, in realtà, è una vera e propria passione – si legge nel libro – c'è sicuramente lo stupore e la curiosità che suscita l'idea di potersi muovere senza il sostegno tangibile della terra o dell'acqua in uno spazio potenzialmente senza limiti». «Un senso di libertà cui ho dovuto rinunciare nel 1995, dopo 26 anni, per l'insorgere di alcuni problemi di salute». "La nuvola" è il resoconto di un incontro, con partenza dal campo di volo di Rivanazzano, tra Lombardi ai comandi di un vecchio aereo a elica, un Fl 3 del 1938 («cioè mio coscritto»), e una grande nuvola. «Divenne un cumulonembo che rischiò di stritolare me e il mio monomotore e dal quale riuscii a sfuggire per il rotto della cuffia», spiega il dottore. Naturalmente altri racconti sono invece ispirati da una professione, quella del radiologo, coltivata con amore e dedizione illimitati. «Ho un debito di riconoscenza nei confronti dell'amico Mino Milani – dice ancora il medico oltrepadano che ha anche l'hobby del canto che coltiva nel coro parrocchiale di Barbianello –, è stato lui infatti a convincermi a pubblicare questa raccolta di racconti. Sentirsi dire che sono di un qualche valore da uno scrittore del calibro di Mino è una bella iniezione di fiducia». E adesso il dottore ci ha preso gusto: «Ho una mezza idea per il mio prossimo libro, questa volta potrebbe essere un romanzo: quando ero un bambino nel mio paese c'era un personaggio caratteristico, "Grisetta" lo chiamavano, che viveva in una baracca in riva al Po. Il grande fiume era tutto per lui. Me lo immagino a dialogare con un fantasma...».