«Sì all'acquisto di titoli di Stato»

di Andrea Di Stefano wROMA Il tabù ormai è infranto del tutto. Ieri il presidente della Bce Mario Draghi davanti all'Europarlamento ha ufficialmente fatto riferimento all'acquisto di titoli di Stato dell'area euro per combattere la deflazione: un quantitative easing che «potrebbe includere l'acquisto di titoli di Stato è una delle opzioni» che la Bce potrebbe adottare per ridurre i rischi dovuti alla bassa inflazione. «Dobbiamo restare all'erta sui rischi al ribasso dell'inflazione» e «se necessario affrontarli, il Consiglio dei governatori è unanime nel suo impegno di usare strumenti non convenzionali aggiuntivi». Il quadro della situazione economica tracciato da Draghi è netto: «Lo slancio di crescita della zona euro si è indebolito durante l'estate e le recenti stime sono state riviste al ribasso. La ripresa è messa a rischio da disoccupazione alta, capacità produttiva inutilizzata e necessari aggiustamenti di bilancio». L'austerity sta creando un avvitamento negativo dell'economia europea di fronte alla quale «la politica monetaria da sola non basta. L'Eurozona deve accordarsi con urgenza su impegni a breve termine sulle riforme, su un'applicazione conseguente del Patto, su una strategia per investimenti e una visione a lungo termine per condividere maggiormente sovranità», ha aggiunto Draghi, «per superare la crisi c'è bisogno che torni la fiducia e perché questa torni c'è bisogno di un costrutto di politica economica che dimostri che siamo capaci di muoverci verso una maggiore integrazione». Per il presidente della Bce «il 2015 deve essere l'anno dove governi e istituzioni europee adottino una strategia comune» per tornare a crescere. Di fronte alle domande dell'eurodeputato M5S Marco Zanni sull'euro, Draghi ha replicato che «l'euro è irreversibile e la Bce farà tutto quel che serve, nell'ambito del suo mandato, per preservarlo. Comunque la Bce non ha alcun potere legislativo per obbligare i Paesi membri a stare nell'euro o a lasciarlo». Le parole del presidente dell'Eurotower hanno fatto bene alle Borse. Piazza Affari ha guadagnato l'1,33%, superata solo da Madrid (+1,59%) e ben davanti a Parigi (+0,56%), Francoforte (+0,58%) e Londra (+0,26%). Chiusura in calo a 150 punti base per lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, col tasso al 2,30%. Prima dell'intervento del numero uno dell'Eurotower al parlamento Ue, lo spread viaggiava sui 155 punti base. ©RIPRODUZIONE RISERVATA