Alla marcia delle periferie tanta destra e saluti fascisti
di Gabriella Cerami wROMA Saluti romani durante l'Inno di Mameli e non solo, cori contro Ignazio Marino, contro gli immigrati, i rom e i centri di accoglienza. Sono un migliaio i manifestanti, tutti molto vicini ad ambienti della destra romana e di Casa Pound, che ieri hanno sfilato per le vie della Capitale. Doveva essere "il corteo delle periferie", un movimento spontaneo nato dopo la rivolta di Tor Sapienza. Tuttavia, dal quartiere al centro delle cronache sono arrivati in pochi e in piazza c'erano invece l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, una pattuglia nutrita di Fratelli d'Italia, tra cui il capogruppo alla Camera, Fabio Rampelli, e consiglieri comunali e regionali di ex Alleanza Nazionale. Il bersaglio è Marino con le sue politiche sociali. «Ci ha abbandonato al degrado, se ne deve andare, siamo pronti a non pagare più una tassa», si sente urlare durante il corteo. «Con noi il razzismo non c'entra, ma i rom devono andare tutti al Campidoglio e gli immigrati e gli zingari a casa loro. Vogliamo sicurezza». Più volte viene intonato l'Inno di Mameli, ci sono tanti tricolori a sventolare nell'aria e un lunghissimo lenzuolo verde bianco e rosso. Alcuni striscioni utilizzati per gli slogan sono poster di Fratelli d'Italia riciclati, ma non è un mistero. In fondo c'è chi spiega: «Qui c'è tutta la galassia della destra romana, i comitati cittadini, anche del centro storico, che fanno capo alla destra e c'è anche qualcuno di Forza Italia». Il sindaco di Roma è disegnato sui manifesti come Pinocchio. A lui viene dato del «rom» e del «clandestino», fino ad arrivare allo slogan: «Marino assassino, dimettiti!», urlato dagli organizzatori da un camion con su scritto: "Basta Marino". Dagli altoparlanti si diffondono le note di Battiato, Bennato e Venditti, ma anche le parole di Francesco Salvi, con il suo «c'è da spostare una macchina», che fa il verso al sindaco e al posto auto che, fino a qualche settimana fa, aveva riservato nel parcheggio del Senato. E ritorna la storia delle multe: «Marino lascia la Panda e compra un pattino». Intanto la delegazione di Tor Sapienza, che martedì incontrerà il sindaco di Roma, prepara le richieste: via i rifugiati dal centro di accoglienza, via i nomadi dal loro campo, i transessuali, i romeni che dormono in camere di fortuna affittate in nero. «Lavoreremo su progetti condivisi», fa sapere il Comune, mentre nella Capitale si parla già di elezioni a primavera e c'è chi si prepara ad affrontare la campagna elettorale. Non a caso, lungo il corteo, Alemanno attacca: »Durante il mio mandato non ho mai subito una simile manifestazione di protesta. Marino ha alzato totalmente le mani, levando la vigilanza ai campi nomadi. Adesso è tutto fuori controllo». Alla fine i manifestanti, che hanno attraversato via dei Fori imperiali e sono arrivati a piazza Venezia, si danno appuntamento per il 21 novembre all'Eur per protestare contro prostituzione e illegalità. Ma qualcuno ha abbandonato il corteo strada facendo: «Pensavo fosse una manifestazione delle borgate e invece c'è Alemanno. Io sono contro Marino ma sono anche contro Alemanno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA