Roma, assalto ai migranti «Ve ne dovete andare»

ROMA Ora hanno tutti paura a Tor Sapienza, periferia est di Roma. Non solo i residenti stanchi «dei furti e delle rapine». Ma anche gli immigrati e gli operatori del centro di prima accoglienza che martedì sera hanno subito un tentativo di assalto con bombe carta e sassi da parte di un gruppo di violenti spalleggiati anche da qualche residente. La tensione si respira nell'aria intorno alla struttura gestita dalla cooperativa "Un sorriso", in cui sono ospitati anche una cinquantina di minori stranieri. Le forze dell'ordine presidiano il centro. L'altra notte decine di persone, molti giovani a volto coperto e con bastoni, lo hanno attaccato con gli agenti schierati a difesa. Il reparto mobile è intervenuto caricando e in 15 sono rimasti feriti. La procura ha aperto un'inchiesta. Si visionano i filmati delle tv e delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili. Gli oggetti scagliati sui poliziotti sono arrivati anche dalle case del quartiere, riferisce la Questura. «Un gruppo di veri criminali» li ha definiti il sindaco Ignazio Marino, che ha chiamato il questore. Il giorno dopo a Tor Sapienza si respirava ancora rabbia e stupore, con accenti razzisti e minacce contro i migranti in molti commenti anche sui social network. Migranti che ora vogliono andarsene, anzi due minori sotto choc sono già stati trasferiti. Una parte degli abitanti attribuisce agli ospiti del centro gran parte dei problemi della zona, tra microcriminalità e tentate violenze sessuali. «Hanno fatto bene e se non avevo da lavorare ci andavo anche io a dare fuoco ai negri», ha scritto qualcuno su Twitter. «Basta sottomissioni e stare fermi a guardare - ha postato su Facebook Marika -, troppo abbiamo sopportato e ora abbiamo detto basta!». Forte il risentimento nei confronti delle forze dell'ordine. «Invece di difendere noi ci vengono contro ma non vi vergognate ? - scrive Valentina -. Se succede qualcosa a mia figlia mi faccio giustizia da sola». E in strada molti si dicono pronti a vendicare presunti torti. «Li cacceremo tutti da qui, gli immigrati», dicono alcuni. Tra loro Ambra una ragazza che ha denunciato di essere sfuggita a un tentativo di stupro di tre stranieri pochi giorni prima delle proteste, l'ultima scintilla. La paura accompagna ora gli ospiti del centro di prima accoglienza. «Non riusciamo a capire perché la gente ce l'abbia con noi - dice un etiope di 20 anni -. Siamo rifugiati, non rubiamo, siamo venuti in Italia solo per cercare la pace». E anche gli operatori della struttura denunciano: «I ragazzi sono spaventati, vogliono andare via, non possono uscire da tre giorni». La situazione a Tor Sapienza suscita anche commenti politici. «Roma rifiuta l'ignobile caccia all'immigrato - dice il sindaco - che si è perfino tradotta nel tentativo di violenza su ragazzini inermi». Marino ha incontrato dei rappresentati dei comitati di cittadini: «Chiederemo se vi sono le condizioni per una diversa e più equa distribuzione cittadina degli ospiti dei centri di accoglienza».