Divorzio "fai da te" La prima sentenza per due vogheresi
di Maria Grazia Piccaluga wVOGHERA Tre anni fa la separazione consensuale. Nel frattempo lei ha trovato un nuovo compagno dal quale ha avuto due figlie. Lui, un imprenditore vogherese, ha una nuova compagna da cui aspetta un bambino. E per entrambi c'è la necessità di regolarizzare le rispettive nuove unioni ottenendo in fretta il divorzio. I tempi, complice l'accorpamento dei Tribunali e la carenza di cancellieri e impiegati, non si prospettano però brevi. Così gli ex coniugi decidono di ricorrere alla nuova formula della "negoziazione assistita" affidandosi a un avvocato. E in pochi giorni sciolgono per sempre quel che resta del vincolo di matrimonio. Quello depositato dall'avvocato Antonio Savio è il primo divorzio "fai da te" ratificato dal Comune di Voghera, e segue di poche settimane quello registrato a Pavia. «Una procedura vantaggiosa perché permette agli ex coniugi di saltare l'udienza che, fino all'introduzione della norma, poteva essere solo celebrata davanti al presidente del Tribunale – spiega l'avvocato Savio –. Le parti raggiungono un accordo davanti al legale che poi deposita la richiesta all'ufficiale di stato civile del Comune, al quale corre poi l'obbligo della trascrizione. Questa formula assegna all'avvocato un responsabilità enorme. Nel caso in cui non ottemperi entro dieci giorni al completamento della procedura incorre in sanzioni che vanno da 5 a 50 mila euro». La "procedura della negoziazione assistita di un avvocato" non accorcia i tempi dalla separazione al divorzio: rimangono i tre anni. Per cambiare questo aspetto della procedura occorrerà dunque attendere le sorti del progetto di legge sul divorzio breve, in discussione in Parlamento. Tuttavia la nuova legge può interessare coloro che si sono separati da almeno 3 anni davanti al giudice e che ora possono concludere il divorzio passando dall'avvocato che deposita la loro richiesta al Comune in cui è stato trascritto il matrimonio. La procedura semplificata riguarda però solo le coppie senza figli o con figli maggiorenni. Non può riguardare invece i genitori di figli minori e portatori di un handicap. Tuttavia rappresenta una rivoluzione che potrebbe avere anche il vantaggio di snellire i tempi della giustizia. Al Tribunale di Pavia negli ultimi sei mesi sono stati più di 1600 i procedimenti discussi, per la maggioranza separazioni e divorzi consensuali, in parte minore le cause senza accordo tra i coniugi.