Patrimonio dimenticato tra stucchi e affreschi
PAVIA Piazza Botta, si entra nel palazzo che porta lo stesso nome. Si attraversa il porticato e si entra nella prima aula a destra. La porta si affaccia sul cortile interno. Era un laboratorio. Lo si capisce dalla cappa in legno, dal tavolo al centro della stanza. Dalle mattonelle alle pareti, di lavandini. Ora è una stanza usata per ospitare le macchinette del caffè. Ed è anche l'inizio del tortuoso percorso per accedere all'aula Spallanzani. Si segue il cartello, si attraversa una parte del museo di storia naturale, il cui accesso al pubblico è dal cortile Spallanzani. La freccia indica le scale. Ci sono anche i servizi igienici per gli studenti, ma tutto in un edificio ormai in disuso. L'aula Spallanzani è all'ultimo piano. La capienza massima indicata da un foglio appeso all'esterno è di 180 posti. «Ma la larghezza delle porte e anche il percorso della via di fuga non sono a norma per quanto riguarda la sicurezza – spiega il delegato all'edilizia Marco Morandotti – stiamo quindi valutando se chiuderla. O se abbassare la capienza massima». L'aula a gradoni in legno mostra tutto il suo fascino. Con gli stucchi che decorano il soffitto, percorso da una balconata. Ma ci si muove in un palazzo deserto. E senza controlli. Tanto che è possibile accedere alle cantine, percorrendo al contrario la stessa scala. E lì, nei fondi del palazzo, si trovano vecchie cartine geografiche e quadri un tempo appesi a quelle pareti. Tra ragnatele e polvere c'è una parte della storia dell'università e di questo palazzo destinato nei prossimi anni a ospitare il museo Spallanzani con un costo di circa due milioni e mezzo di euro . Un cantiere in tre lotti. Il palazzo dovrebbe però ospitare anche il dipartimento di Lingue (quando sarà liberato l'edificio di via Calatafimi-Strada Nuova). @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA