Discarica amianto, agricoltori contrari
Il progetto presentato per la prima volta dalla società Risorse Future nel 2010, è stato poi ridotto e ripresentato nel 2012, prevede una discarica di 36mila metri quadrati. Nella prima stesura, erano previsti infatti 70mila metri quadrati di impianto nei campi della zona a cavallo fra due Comuni. Successivamente è stata eliminata la parte di San Martino (escludendo in tal modo il coinvolgimento in un primo momento del Parco del Ticino e del Comune di Pavia, ndr) lungo l'ipotetico percorso dell'autostrada Broni - Mortara per stoccare 430mila metri cubi di cemento amianto. Dal 2010 ridotta anche la volumetria (430.000 mc utili di rifiuti anzichè gli originari 800 mila) e l'altezza rispetto al primo progetto , Risorse Future ha previsto una parte per i rifiuti provenienti da Broni, compatibili con la tipologia della discarica e quindi non amianto friabile. (g.s.) di Giovanni Scarpa wCAVA MANARA Discarica per l'amianto, Coldiretti a fianco dei sindaci che questa mattina a Milano parteciperanno all'ultima conferenza di servizi prima del via libera al progetto. «Da sempre la nostra organizzazione è schierata per la tutela del territorio, per la salute dei cittadini e per la qualità delle produzioni agricole. Per questo non possiamo che essere contrari al progetto della discarica di amianto a Cava Manara – dice Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia –. In previsione della conferenza dei servizi abbiamo inviato una lettera di sostegno a tutti i sindaci della zona, che come noi sono fermamente contrari all'opera. La nostra scelta, sentiti gli amministratori, gli agricoltori e i presidenti di sezione, è quella di schierarci in difesa della salute dei cittadini». Questa mattina intanto a Milano, i sindaci del Siccomario si giocheranno il tutto per tutto per convincere la Regione a fermare il progetto che prevede la realizzazione di un impianto per lo smaltimento di oltre 400 mila metri cubi di eternit. Nella conferenza di servizi ci saranno tutti gli amministratori, da Travacò a Zinasco, da Sommo a San Martino, da Carbonara a Cava, naturalmente. «Siamo pronti a giocare tutte le nostre carte per impedire la realizzazione della discarica – dice il sindaco di Cava Manara, Michele Pini –. La prima riguarda proprio la conferenza di servizi. Quella di oggi, secondo noi, non è l'ultima. E siamo pronti a dimostrarlo con motivazioni tecnico-giudiridiche». La strategia, insomma, è quella quanto meno di guadagnare altro tempo. L'obiettivo è comunque uno solo: impedire in ogni modo la realizzazione dell'impianto. «Una follia realizzarlo in quel punto, nonostante Regione e società sostengano il contrario – dice Paola Ferrari, sindaco di Sommo –. Non vogliamo un'altra Fibronit come a Broni. Non è questa l'eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli. Parliamo di amianto. Non sono state prese nemmeno in considerazione i cambiamenti climatici in questa zona, dove nubifragi e venti forti sono sempre più frequenti». Domizia Clensi, sindaco di Travacò si dice «preoccupatissima per come può andare a finire, perchè la Regione sembra aver già deciso». «Perchè sennò andare avanti se tutto il territorio ha dimostrato la propria contrarietà?» si chiede invece il sindaco di San Martino Alessandro Zocca. «Incompatibile» il porgetto anche per Luigi Duse, vice presidente del Parco del Ticino, mentre Sel, in una nota parla di «bomba ecologica proprio in vista di Expo» e chiede alla Provincia di Pavia di assumere una posizione chiara sulla vicenda, dopo il sibillino «parere non sfavorevole».