Maugeri, riaperto tavolo con medici e tecnici

di Anna Ghezzi wPAVIA Non iniziava con i migliori auspici l'incontro di ieri mattina col nuovo presidente della fondazione Maugeri Gualtiero Brugger: a un mese dal suo insediamento nonostante la vertenza sui tagli agli stipendi sia caldissima il professore non aveva ancora incontrato i rappresentanti dei lavoratori, che hanno dovuto fare richiesta formale di incontro. Ma il bocconiano, successore dell'avvocato Aldo Maugeri, è riuscito a quanto pare ad ammorbidire i toni di uno scontro che rischiava di diventare senza sbocco. Marcia indietro della Fondazione sullo stop unilaterale alla trattativa con gli 800 dirigenti medici, amministrativi e sanitari, 300 solo a Pavia: saranno ammessi al tavolo tecnico del 12, in cui la trattativa dovrebbe entrare nel merito. Resta l'imperativo di tagliare il costo del personale: in Maugeri, secondo i dati esposti nell'incontro di ieri mattina il personale incide per il 61%, all'Humanitas sarebbe intorno al 47% e i vertici hanno confermato la necessità di riportare Maugeri in linea con le altre cliniche private convenzionate lombarde. «Il presidente si è mostrato apparentemente disponibile – commenta Danilo Mazzacane, Cisl medici – ma ha fatto presente che ci sono margini di efficienza da recuperare. La cosa positiva è che la modifica del contratto per la dirigenza medica e sanitaria che era stata annunciata unilateralmente dal primo novembre è stata sospesa». «L'assemblea ha deliberato che il 12 si va al tavolo tecnico e si prende atto di quel che viene fuori dalla trattativa. Alle 14 faremo un'assemblea per sottoporre ai lavoratori quanto emerso e decidere dunque se andare avanti a trattare o dichiarare lo stato di agitazione. Bene la riapertura con la dirigenza, il presidente ha dato una prospettiva nuova». L'azienda avrebbe confermato che il piano industriale, così come il piano finanziario, non è ancora pronto. «L'obiettivo minimo, ovvero la riapertura della trattativa coi medici è stato raggiunto – spiega Gilberto Creston, Cgil – Si riprende il percorso da dove si è interrotto il 22 ottobre. Il concordato in bianco è lo strumento per trovare un accordo con i fornitori, una ristrutturazione finanziaria andrà di pari passo con quella aziendale. I sacrifici si fanno se c'è una proposta di consolidamento, rilancio e sviluppo». «Abbiamo avuto un'ottima impressione – dice Santo Vetri, Fsi – Speriamo che arrivi il piano industriale dettagliato per capire se si può tagliare un po' meno sul personale e più da altre parti. Positivo che abbiano bloccato l'iniziativa unilaterale ai danni dei medici». Nel frattempo restano problemi molto pratici da risolvere: col concordato sono stati congelati alcuni pagamenti, e alcuni fornitori hanno smesso di fornire il materiale.