La Lega perde i pezzi, ma Sala non cade

Alessandro Serati, 37 anni, tecnico elettronico è subentrato lunedì sera nel gruppo della Lega Nord, in consiglio comunale, al dimissionario Davide Gilardi. di Denis Artioli wVIGEVANO Ore 23.30 circa: il segretario generale, Giacomo Rossi, verifica il numero legale in aula, durante la seduta del consiglio comunale. Ma la Lega Nord non ha la maggioranza. Consiglio chiuso, tutti a casa. Sono gli ultimi scampoli del mandato elettorale del Carroccio, che continua a perdere i pezzi con l'avvicinarsi delle elezioni comunali del 2015, e che lunedì sera non è stato sostenuto nemmeno da Luca Bellazzi (Polo Laico), alleato dall'inizio del mandato nel 2010. Lunedì sera anche un consigliere comunale che fino a pochi mesi fa sembrava un fedelissimo del Carroccio, Andrea Scaglia, ha annunciato di non far più parte del gruppo della Lega Nord, sentendosi più vicino al Movimento 5 Stelle. «Sostengo questa maggioranza fino alla fine del mandato – ha sottolineato Scaglia – per rispetto agli elettori che mi hanno votato». Ma nè Scaglia né Cesare Fontana (altro consigliere comunale che si è dichiarato vicino al Movimento 5 Stelle e si è seduto per la prima volta lunedì sera tra i banchi della minoranza, sostenendo però la maggioranza) sono bastati a garantire al sindaco Sala il numero legale. Tra l'altro, proprio lunedì sera, la Lega Nord ha dovuto rimpiazzare un altro consigliere comunale che si è dimesso Davide Gilardi, con Alessandro Serati, la penultima carta che il Carroccio può giocarsi da qui a fine consigliatura, nella lista dei candidati non eletti nel 2010, nel caso in cui qualcun altro dovesse accasarsi altrove. Problemi anche in Forza Italia, dove quattro consiglieri su cinque erano assenti e hanno inviato una lettera al presidente del consiglio comunale, Matteo Loria, per prendere le distanze da mozioni e interrogazioni dell'unico consigliere di Fi in aula, Andrea Di Pietro. Il quale ha replicato: «Loro pensano alle poltrone, io al bene della città». Tra l'altro, il numero legale è mancato proprio su un punto cui la Lega Nord teneva particolarmente: la mozione presentata dal capogruppo Enrico Chiapparoli e dal consigliere Daniela Carignano sulla modifica del regolamento Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). L'Isee è presentato da chi chiede una riduzione delle rette per i servizi a domanda individuale ed è un documento, in autocertificazione, che non indica solo il reddito, ma anche il patrimonio della famiglia richiedente. La Lega Nord chiede che i cittadini immigrati che presentano l'Isee dichiarino se hanno o meno un patrimonio immobiliare all'estero, non con un'autocertificazione ma con un documento rilasciato dal Consolato del Paese d'origine. Sul documento, è scoppiata un'accesa polemica tra minoranza e maggioranza. Dai banchi della minoranza, la mozione è stata bollata come una trovata elettorale. Tanto è bastato per far partire, dai banchi della maggioranza, una frase volgare del consigliere comunale Michele Cavazzana (Lega) circa le mogli dei cittadini immigrati e un attacco del consigliere Scaglia secondo cui «il Pd prenderà calci nel c... dagli italiani sull'immigrazione». La minoranza ha abbandonato l'aula e il presidente del consiglio comunale Loria (Popolari per l'Italia) ha dichiarato che non avrebbe partecipato al voto, ritenendo «esplicitamente illegale» un atto che «allarga i controlli anche agli stranieri comunitari che sono invece equiparabili ai cittadini italiani». Uscito dall'aula anche Luca Bellazzi (Polo Laico) che fa parte della maggioranza, è stato chiaro che il numero legale non c'era più e la seduta è stata chiusa tra le polemiche e gli attacchi del sindaco Andrea Sala all'opposizione. «La convocazione di questo Consiglio – ha detto Sala rivolto alla minoranza – è stato un atto di gentilezza da parte della maggioranza nei vostri confronti, per la discussione di interrogazioni e mozioni arretrate. Ora ve le cantate e ve le suonate tra di voi». Loria ha replicato a Sala che il Consiglio era, in realtà, stato convocato in accordo tra tutti i capigruppo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA