Concordato alla Maugeri preoccupazioni e speranze
«Concordato preventivo e stop alla trattativa coi medici e gli amministrativi sono due passaggi che proprio non ci aspettavamo». Non nasconde lo sconcerto il sindaco Massimo Depaoli che lo scorso 21 ottobre aveva incontrato i vertici Maugeri al Mezzabarba. Mezz'ora di confronto alla presenza del senatore leghista Gianmarco Centinaio incaricato dal presidente della Regione Roberto Maroni di tenere i contatti con la fondazione. «Abbiamo avuto contatti frequenti con l'azienda – spiega Depaoli – e sembravano anche costruttivi. Siamo spiazzati soprattutto rispetto alla scelta di interrompere il confronto con una parte dei lavoratori. Ma aspettiamo di vedere la proprietà al più presto per capire quali intenzioni abbiano. Il timore è che queste scelte producano un'accelerazione non positiva per la città: anche i tempi così stretti per la trattativa con il personale del comparto non è positivo. Senza contare che attendevamo un segnale dalla Regione che ancora non c'è stato». di Anna Ghezzi wPAVIA Mercoledì l'assessore regionale alla salute Mario Mantovani risponderà in commissione regionale sanità sulla "Prospettata riduzione dei salari al personale sanitario della fondazione Maugeri di Pavia" presentata il 14 luglio dalla consigliera regionale 5 Stelle Iolanda Nanni, ma rischia di arrivare in ritardo: da ieri infatti, per circa 800 tra medici, amministrativi, biologi, psicologi, dirigenti tecnici è scattato il cambio di contratto. Da quello della sanità pubblica a quello privato. E il 31 ottobre la fondazione Maugeri ha presentato la richiesta di concordato preventivo in continuità al tribunale di Pavia per ristrutturare il debito, ovvero trovare un accordo con i suoi debitori per dilazionare o ridurre il pagamento ed evitare così il fallimento. «Aspettiamo di sapere cosa dirà l'assessore e siamo preoccupati della divisione operata da Maugeri tra medici e infermieri», afferma Roberto Gentile, segretario Fials. «Non era nemmeno iniziato il confronto», spiega Danilo Mazzacane, Cisl Medici. «Cercano doi dividere la dirigenza dal comparto, vedremo come agire», commenta Pasquale De Cata, Anaao. La stessa posizione espressa informalmente, in diverse sfumature, dagli altri sindacati. Nessun comunicato ufficiale invece sulla presentazione della domanda di concordato, ma nell'ultima assemblea tutti avevano sottolineato come questa procedura potesse essere un passo per evitare prospettive peggiori. Ieri è stata la giornata delle reazioni, anche politiche. «Confido che la richiesta di avviare la procedura di concordato preventivo possa rappresentare uno strumento che permetta e garantisca la continuità aziendale della Fondazione anche con la ristrutturazione del debito – spiega l'assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini, medico ex dipendente della fondazione – Ribadisco il mio impegno a seguire questa vicenda con la massima attenzione e auspico che il nuovo piano industriale risponda sia alle esigenze di sostenibilità in termini occupazionali che di rilancio della Maugeri per tutelare il diritto di salute dei nostri cittadini e salvaguardare il futuro di una realtà come la Fondazione». Il piano industriale, tuttavia, non c'è ancora. Ai sindacati è stato presentato un piano di massima, con alcune indicazioni per il rilancio dell'azienda. «Il concordato preventivo in continuità di attività è il meno peggio tra i concordati», dice il consigliere comunale con delega al lavoro Davide Ottini. «Sono molto preoccupato – afferma però il capogruppo della Lega in Senato Gian Marco Centinaio – Ci avevano promesso che ci avrebbero dato il piano industriale, da portare in Regione. Maroni e Melazzini hanno garantito che nel momento in cui c'è un piano industriale serio la Regione è pronta a ragionare. Ma il piano industriale ancora non è arrivato. Vogliamo capire se la Fondazione vuole andare avanti seriamente oppure no».