Don Gregorio: «Perdono chi mi accusa»

dall'inviato Adriano Agatti wFARA GERA D'ADDA (BG) «Ho passato giorni terribili ma perdono le persone che mi hanno accusato». Don Gregorio Vitali, l'ex rettore del santuario della Bozzola, parla lentamente seduto in un piccolo studio in una stanza della cascina del nipote a Fara Gera d'Adda, a due passi da Bergamo e da Treviglio. Il sacerdote, al centro di uno scandalo sessuale che ha portato agli arresti di Flavius Savu, 33 anni, e Florin Tanasie, 23 anni, accusati di estorsione. Padre Gregorio è a Fara Gera d'Adda da due mesi. «Prego e leggo», annuisce. Ma da lunedì il suo piccolo calvario continuerà: i suoi superiori hanno ordinato il suo trasferimento in un monastero della Toscana, tra le province di Pisa e di Siena, dove resterà sino alla conclusione della vicenda. E i contatti con l'esterno saranno limitati da disposizioni molto rigide. Don Gregorio accetta di parlare dopo lunghe insistenze, teme che le sue parole possano irritare i superiori. «Ma non parlo dell'inchiesta», insiste con fermezza. Appare provato da mesi di sofferenze soprattutto interiori. «Me ne hanno dette troppe ma sopporterò, i due arrestati mi hanno anche minacciato», dice con un filo di voce. Come si sente dopo uno scandalo che lo ha allontanato dal Santuario? «Sono sereno, mi sono affidato alla mani del Signore e della Madonna. Il periodo è difficile ma passerà. Sono riconoscente al Vescovo di Vigevano che ha affidato ai miei giovani ex collaboratori, don Giovanni Prina in particolare, il lavoro al santuario. E' la gioia più bella». Qual'è stato il momento più difficile? «Ce ne sono stati diversi ma il più difficile è stato quando mi hanno comunicato di dover lasciare il santuario. Mi spiaceva abbandonare il mio lavoro e tanta gente che conoscevo da anni». E' più tornato alla Bozzola? «Una volta sola pochi giorni dopo. Mi avevano trasferito a Colico ed ero con il mio padre superiore. Sono arrivato alle 14 e sono andato via mezz'ora più tardi. Dovevo solo prendere le mie medicine e il ricambio della biancheria. Ma l'hanno raccontata in modo diverso. Dicevano che ero tornato addirittura di notte». Quali sono i suoi rapporti con il sindaco di Garlasco Farina chiamato due volte a testimoniare? «Da giugno non ci siamo più sentiti ma sono rimasti buoni. E' un amico. Sono sicuro che abbia agito solo per il bene del Santuario al quale è ancora molto legato». Nonostante l'inchiesta ecclesiastica può celebrare la messa? «Certamente. La celebro ogni giorno e confesso in questa parrocchia aiutando il sacerdote locale». Come trascorre le sue giornate? «Prego e leggo. Ogni giorno recito un rosario speciale per tutte le persone che, a loro volta, pregano per me. So che sono tante. All'inizio ho ricevuto tante lettere di solidarietà». Cosa si sente di dire alle migliaia di fedeli che frequentano la Bozzola? «Dico che devono continuare a andare al santuario perchè la Madonna è una mamma che accoglie chiunque ricorre a lei nelle difficoltà. I momenti più belli sono quando mi riferiscono che iniziative sono portate avanti nel migliore modo possibile. Domenica 12 ottobre c'è stata la consacrazione alla Madonna di 106 persone. Consacrazione eseguita da padre Fortunato. Sono orgoglioso di questo». E i suoi accusatori? «Li perdono, non porto rancore. E sono sincero. Se Gesù ha perdonato i suoi crocifissori chi sono io per non perdonare quella gente?». Don Gregorio non aggiunge altro. «Ma quando l'inchiesta si concluderà entrerò nel merito della vicenda. Adesso è presto».