Voghera e il suo castello negato

VOGHERA "Iria Castle Festival" è finita, la rassegna che anche quest'anno ha riportato in vita il castello visconteo di Voghera si è conclusa domenica e tra le sale del maniero è tornato a regnare il silenzio. Non bastano infatti tutta la buona volontà e l'impegno dell'assessore Marina Azzaretti per tenerlo aperto più a lungo, non bastano i 40 mila euro (cifra peraltro parzialmente coperta dalla Fondazione Cariplo) che ha avuto a disposizione per mettere in piedi quasi due mesi di eventi per prolungarne l'utilizzo anche nella stagione invernale. «Per quanto mi piacerebbe continuare ad organizzare eventi nel nostro castello- ha commentato l'assessore- devo arrendermi di fronte agli elevati costi di gestione della struttura (che ovviamente nel periodo invernale aumenterebbero a dismisura) e alle mille difficoltà (per lo più sempre di ordine economico ma anche logistico) che ci troviamo ad affrontare ogni qual volta decidiamo di realizzare qualcosa al suo interno». Il vero problema però non sono nemmeno le risorse economiche ma il fatto che il maniero non è del comune ma del Demanio, il quale a sua volta lo ha dato in custodia temporanea alla Soprintendenza per i Beni Architettoinici e Paesaggistici di Milano a cui si devono i lavori di restauro eseguiti qualche anno fa con i fondi della Fondazione Cariplo e in parte dello stesso comune: «Fino ad oggi a concederci gratuitamente l'utilizzo provvisorio della struttura è stata proprio la Soprintendenza, - ha spiegato la Azzaretti- la quale però ha annunciato che a breve lo restituirà all'ente proprietario. In quel caso bisognerà chiedere al Demanio se vorrà continuare a farcelo usare e a quali condizioni: non è da escludere, infatti, che decidano di richiedere il pagamento di un canone». Se così fosse verrebbe da chiedersi perchè mai si sia restaurata l'ala nord-est dell'edificio se il suo destino era quello di rimanere chiusa come la sua gemella di sud-ovest, fatiscente e sostanzialmente abbandonata fin dal 1986. Una situazione strana, quella del castello di Voghera, che lo vede diviso tra le signorili sale del Paesaggio, delle Muse e dei Feudi che ospitavano gli uffici del penitenziario e i sudici e oscuri piani in cui si trovavano i detenuti, ora appannaggio esclusivo dei piccioni i quali hanno ricoperto ogni superficie di guano e piume. «Ciò di cui sono sicura - ha continuato l'Azzaretti- è che non ci sono rischi di crolli perchè poco tempo fa il tetto è stato messo in sicurezza ma non mi risulta che siano mai stati previsti piani di recupero dell'ala attualmente inagibile. Se anche da qualche parte ci fosse un progetto, però, avrebbe dei costi talmente elevati che sarebbe impensabile anche per la Soprintendenza affrontarli senza un ingente aiuto economico. Per quanto riguarda il comune, anni fa ci eravamo offerti di prenderlo in gestione stabilmente ma venendo a mancare le risorse abbiamo dovuto rinunciare». Serena Simula