Città metropolitana, ok più vicino
VIGEVANO L'immagine del sindaco della Città metropolitana di Milano, Giuliano Pisapia, che si è fatto fotografare ieri tra Barbara Verza (capogruppo consiliare Pd) e il sindaco leghista di Vigevano, Andrea Sala, è indicativa della strada ormai chiara che ha deciso di percorrere Vigevano nei prossimi due anni: "spostarsi" all'interno dei confini geografici del Milanese per "allontanarsi" sempre di più da Pavia. Il consiglio comunale si era già espresso all'unanimità, in estate, su una mozione che esprimeva la volontà di tutte le forze politiche di abbracciare il capoluogo lombardo per staccarsi dalla dimensione provinciale di Pavia. E la "Città metropolitana" è anche al centro del dibattito della campagna elettorale verso le comunali del 2015 (primo punto indicato anche da Valerio Bonecchi pochi giorni fa). Ieri, una delegazione vigevanese è andata a Milano, per partecipare alla seconda seduta del Consiglio metropolitano, che si sta dando uno statuto e ha eletto il vicesindaco (il sindaco renziano di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini). Vigevano, quindi, non è ancora dentro (potrà esserlo tra due anni, in occasione del rinnovo del Consiglio metropolitano), ma partecipa dall'esterno con alcuni suoi rappresentanti istituzionali alla genesi della Città metropolitana. Tra pochi giorni, però, il consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sul primo atto formale: «Vigevano – dichiara il sindaco Andrea Sala – entro due anni abbandonerà la Provincia di Pavia per passare a pieno titolo sotto Milano. Il 10 novembre porterò in consiglio comunale la proposta di adesione alla Città metropolitana che, successivamente, sarà inoltrata alla Regione e quindi allo Stato». Che cosa cambia rispetto al voto di pochi mesi fa? «Quella votata allora dal consiglio era l'espressione della volontà di entrare nella Città metropolitana – risponde Sala – Il sindaco Pisapia ci ha spiegato come preparare la delibera di adesione, aggiornata al decreto Del Rio. È il documento che il 10 novembre arriverà in consiglio comunale. Entro la primavera la Regione si esprimerà sulla nostra richiesta di adesione (Sala aveva già ricevuto un ok informale, tramite sms, da Roberto Maroni, ndr) quindi, entro due anni, cambieremo confini territoriali: lasceremo Pavia da cui, finora, abbiamo ricevuto solo calci nei denti. Da lì in poi, le nostre prospettive cambieranno: il progetto del raddoppio ferroviario, ad esempio, potrà realizzarsi, prima ancora avremo la superstrada: Vigevano non sarà più una città isolata». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA