Becca, ecco gli studi del nuovo ponte
di Linda Lucini PAVIA Per ora sono solo studi di pre-fattibilità per un nuovo ponte alla Becca, ma già sono state prese in esame diverse ipotesi di tracciato dal punto di vista tecnico/economico, urbanistico, idraulico e ambientale. Stando agli studi, la soluzione che ottimizza tutti gli aspetti analizzati risulta essere quella con un tracciato individuato circa 150 metri a monte dell'attuale ponte della Becca, dove si trova il punto più stretto tra gli argini di Ticino e Po prima della confluenza, e prevede una spesa di circa 53 milioni di euro. Le altre due ipotesi analizzate, con tracciati di maggior sviluppo lineare, posti a valle dell'attuale ponte prevedono rispettivamente il costo di circa 60 e 70 milioni di euro. E sono stati proprio i costi più alti , dovuti ai terrapieni necessari a oltrepassare gli argini, a farli per ora scartare. Il nuovo ponte, così come è stato pensato, sarà lungo 840 metri con due carreggiate da 3,75 metri ciascuna, per una larghezza totale di 12 metri (marciapiedi compresi). Nel definire la nuova struttura si è dovuto tener conto anche dell'impatto architettonico e ambientale con il vecchio ponte della Becca, che resterà in piedi e sarà aperto al transito di soli pedoni e ciclisti. I progetti, ideati da Gian Michele Calvi al quale la Provincia ha affidato lo studio, vertono su quattro diverse proposte: un ponte a cassone (molto simile all'attuale), un ponte con arco ribassato, un ponte strallato (ossia con gli stralli, i cavi che sorreggono la struttura) e, infine, un ponte sospeso. Quest'ultimo sarebbe la soluzione più affascinante, ma anche economicamente più cara, perchè una struttura priva di pilastri non creerebbe nè turbolenze in acqua che potrebbero danneggiare il ponte della Becca a valle e nello stesso tempo avrebbe il minor impatto sul paesaggio. Infine sarebbe il più lungo in Italia, ma per realizzare una struttura con torri da 90 metri si avrebbero costi decisamente proibitivi in tempi come quelli di oggi. Più basse invece le torri necessari a sostenere gli stralli: solo 15 metri. Gli studi preliminari per il nuovo ponte sono già stati presentati ai Comuni rivieraschi e del circondario. «In Provincia – spiega il presidente Daniele Bosone – già si sono tenuti incontri con i sindaci dei principali Comuni interessati (Mezzanino, Albaredo Arnaboldi, Linarolo, Valle Salimbene, Campospinoso, Pavia), con i rappresentanti della Regione Lombardia- sezione territoriale di Pavia e con i rappresentanti degli Enti preposti al rilascio di pareri, assensi e autorizzazioni. Tutti i convenuti hanno ribadito la necessità di realizzazione di un nuovo ponte e hanno condiviso l'individuazione del tracciato a monte dell'attuale struttura». Dopo gli incontri con i rappresentanti del territorio, la palla è passata in Regione e, dopo una lettera inviata al presidente Roberto Maroni, Bosone ha incontrato gli assessori Cavalli e Melazzini sollecitando la realizzazione del ponte. La Regione a quel punto l'ha inserita tra le priorità lombarde. Ora manca solo il sì del Governo ( in particolare quello del ministro Maurizio Lupi) e soprattutto mancano i fondi. «Una richiesta – dice l'assessore Mario Melazzini – che ho posto in qualità di rappresentante istituzionale del territorio pavese all'interno della giunta regionale, come consigliere regionale pavese, ma anche in veste di esponente di un partito, che è il Nuovo Centrodestra, che ha la fortuna di avere tra i suoi membri anche il Ministro alle Infrastrutture. E da quest'ultimo ho ricevuto l'impegno ad affrontare le priorità del nostro territorio». Se Lupi e il collega Padoan dovessero dare il via libera si partirà con un accordo di programma tra Provincia, Stato e Regione che definisce tempi da rispettare, compiti e finanziamenti di cui ciascuna istituzione dovrà farsi carico. In genere lo Stato mette l'80% ma, come nel caso del ponte di Vigevano e della Vigevano Malpensa, è lo Stato a farsi carico interamente dei costi delle opere.