Comuni all'attacco «Tariffe troppo care l'Ato cambi rotta»
PAVIA Hanno un mese di tempo per decidere, poi i sindaci della provincia di Pavia dovranno stabilire se esprimere voto favorevole o contrario all'aumento delle tariffe del servizio idrico stabilito dall'Ato, Ufficio d'Ambito Territoriale, che aveva recepito la determina dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas che prevedeva, appunto, un aumento delle tariffe del 9%, nel 2014, e di un altro 9%, nel 2015. «Vogliamo valutare nel dettaglio il piano degli investimenti e verificare dove verranno effettuati», spiega Gianpiero Rocca, assessore a Voghera e consigliere provinciale di Forza Italia. «Diminuiscono i consumi dell'acqua e aumentano i costi di gestione, è evidente che qualcosa non quadra – sostiene Rocca –. In una situazione di questo genere, le Asm devono fare la loro parte, diminuendo le spese di gestione. È troppo semplice far quadrare i conti aumentando le tariffe, proprio in un momento di difficoltà per famiglie e imprese». Dall'Oltrepo alla Lomellina. Per il sindaco di Mortara Marco Facchinotti, consigliere provinciale della Lega nord, «bisogna rivedere i conti e verificare che ci sia la possibilità di non infierire sui cittadini». «Abbiamo saputo di questi aumenti solo ora – aggiunge – e vanno giustificati». Ivana Vacchini, alla guida di Landriano, ricorda che il proprio Comune una decina di anni fa aveva realizzato tutti gli interventi necessari. «Per questo siamo molto critici», dice. Per qualche sindaco la decisione di votare a favore degli aumenti è un calice amaro che va bevuto. «Stiamo gestendo il servizio idrico in economia – spiega il sindaco di Santa Giuletta, Simona Dacarro –. Abbiamo problemi particolari e siamo ancora collegati ad un privato che ci rifornisce l'acqua. Se Giampiero Acciaioli, direttore di Ato, fa sapere che «l'ufficio d'ambito ha abbattuto i propri costi del 35%, nel rispetto dei costi standard stabiliti dall'Autorità», il direttore generale di Pavia Acque, Giancarlo Giovannelli, sottolinea: «Nella determinazione delle tariffe 2014 e 2015 l'Ato ha preso come base i costi operativi riferiti al 2012 e vi ha applicato una percentuale di efficientamento del 5%, un taglio significativo, perché l'acquisizione di nuovi segmenti da gestire e il potenziamento di tutti i depuratori di potenzialità superiore ai 15mila abitanti comportano al contrario un incremento dei costi di esercizio rispetto al passato». Per il direttore generale «vanno recuperati vent'anni di mancati investimenti in reti e impianti su tutto il territorio». «La tariffa media provinciale è tuttora inferiore a quella media nazionale – sottolinea Giovannelli –. La tariffa da approvare contiene l'effetto degli investimenti realizzati a tutto il 2013 dalle ex aziende municipalizzate e da Pavia Acque che, solo tra il 2009 e il 2013, ha effettuato interventi per 45 milioni di euro. L'attività operativa di Pavia Acque si svolge attraverso le ex aziende municipalizzate socie, quindi un eventuale mancato recupero dei conguagli del 2012 e del 2013 andrebbe ad impattare anche sui bilanci delle ex municipalizzate, di proprietà dei Comuni stessi». Stefania Prato